Nel 1954 Bologna era una delle tante città italiane che recuperavano la propria identità nella costruzione febbrile di nuovi quartieri, in nuove forme di aggregazione politiche e sociali. Un fare necessario che si accompagnà ad un fermento eccezionale, non cosà scontato, nel campo dell'arte. à in quell'anno che prendono il via le famose "Biennali d'arte antica", con le mostre dedicate a Guido Reni, ai Carracci, ai maestri del Seicento, all'Etruria Padana, organizzate da Cesare Gnudi, Francesco Arcangeli, Andrea Emiliani, con la partecipazione di sir Denis Mahon e visitate da personaggi illustri come Alfred Hitchcock. Nello stesso tempo la Soprintendenza, guidata sempre da Cesare Gnudi, avvia diverse campagne di rilevamento e catalogazione dei beni culturali nelle chiese ma anche nei borghi dell'Appennino. Non furono solo grandi eventi ma soprattutto occasioni di studi profondi e innovativi, raccolti da un editore illuminato quanto coraggioso: il giovane Elio Castagnetti che fondà le Edizioni Alfa appositamente per pubblicare i cataloghi delle mostre e le ricerche della Soprintendenza, chiamando l'artista Pirro Cuniberti a disegnare il logo e a curare la grafica dei volumi. La sua avventura durà una trentina d'anni e oggi si ritrova nella mostra «Come eravamo. Le Edizioni Alfa di Bologna (1954-1984)», allestita fino al 19 novembre nel quadriportico superiore della Biblioteca dell'Archiginnasio, dal lunedà al sabato dalle ore 9 alle ore 19 e domenica dalle ore 10 alle ore 14. La curatrice, Giovanna Delcorno, ha ripescato nei ricchi archivi conservati in piazza Galvani 1 le pubblicazioni pià significative di Castagnetti, affiancando i famosi cataloghi a documenti, lettere, cartoline e fotografie. «La mostra racconta soprattutto il pensiero culturale di quel periodo bolognese, una visione dell'arte totale, tra la ricognizione dell'Appennino, le leggi sul centro storico e per la difesa della collina â" spiega Andrea Emiliani -. Non sarebbe stato possibile se non ci fossero stati un sindaco irreprensibile come Guido Fanti, Leone Pancaldi incaricato di allestire le Biennali, Arcangeli, Gnudi e Castagnetti. In quei dieci anni Bologna fu al centro dell'Europa». L'attenzione verso tutte le forme d'arte di Castagnetti non venne mai meno. Ad esempio nel 1970 venne pubblicato il catalogo dell'importante mostra sul centro storico, organizzata da Pier Luigi Cervellati a difesa di una zona della città da considerare come bene da tutelare. E nel 1987 invece Lamberto Trezzini curà l'uscita di «Due secoli di vita musicale», sulla storia del Teatro Comunale di Bologna.