LA presenza del delegato della ministra Valeria Fedeli all'ultima assemblea dei soci aveva fatto ben sperare, ma in realtà i due ministeri, Beni culturali e Istruzione, non entreranno nella Fondazione per il libro e la cultura. Troppe sono ancora le incertezze sul futuro perchà i ministeri siano disponibili a farsi carico di una responsabilità gestionale della Fondazione. Lo dice, precisando di aver condiviso la riflessione con il Miur, lo stesso ministro del Mibact Dario Franceschini. Il quale conferma il contribuito economico, ma lontano dal ruolo pià impegnativo di socio della Fondazione. «Vorremmo proseguire con il contributo annuale al Salone del Libro, ma senza far entrare i due ministeri nella Fondazione», dice il ministro chiarendo che questa à la direzione verso cui si sta andando. Per il momento Torino non ha ricevuto comunicazioni ufficiali. Non le ha il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino e l'assessora alla cultura Antonella Parigi ripete: «Non abbiamo conferme che sia cosû. Torino sapeva che Roma stava riflettendo sulle posizioni da assumere ma senza avere certezze. Il ministero conferma che la decisione finale sarà comunicata ai vertici della Fondazione, alla sindaca Appendino e al presidente della Regione quando sarà noto quale sarà il futuro della Fondazione: «Un minuto dopo le comunicazioni ufficiali che usciranno dalla prossima assemblea dei soci del 19 ottobre i ministeri chiariranno definitivamente la loro posizione», fa sapere il Mibact di Franceschini. Quel che à certo à che le posizioni dei due dicasteri di cultura e istruzione procederanno allineati. Per ora à sicuro che il contributo economico resterà invariato, 300mila euro per ciascun ministero, per un totale all'anno di 600mila euro. Le risorse transiteranno attraverso il Centro per il libro, fa sapere il ministero dei Beni culturali, il quale sottolinea che l'appoggio alla kermesse libraria del Lingotto non verrà meno: «Nessun disimpegno. L'appoggio a Torino e al Lingotto à invariato». Cosa ne sarà della Fondazione lo si saprà nei prossimi giorni, ma mancano ancora tasselli importanti. Non à ancora stato reso noto il valore del marchio del Salone e sopratuttto non sono ancora state consegnate le valutazioni della Deloitte, che si à aggiudicata la gara per redarre un piano industriale che porti la Fondazione definitivamente fuori dalle sue difficoltà finanziarie. Il milione e mezzo messo a disposizione dal presidente della Regione Sergio Chiamparino potrà essere utilizzato per la ricapitalizzazione soltanto se si riterrà che ci siano le condizioni perchà la Fondazione continui a vivere. In caso contrario, l'onere di organizzare il Salone del prossimo maggio potrebbe passare al Circolo dei Lettori o a una nuova società . Il 19 ottobre à convocata l'assemblea dei soci. Subito dopo i vertici della Fondazione - le cariche sono state rinnovate soltanto per gestire questa fase transitoria - rassegneranno le dimissioni. Per ripartire subito dopo a organizzare la prossima sfida con Milano.