E se ci fosse la mano di Leonardo in quel disegno di una «Gioconda nuda» conservato al museo del castello di Chantilly? Gli esperti restano prudenti ma lâ'opera intriga. Il disegno, che appartiene alla collezione donata nel 1897 da Enrico dâ'OrlÃans, duca dâ'Aumale, e che da allora non ha mai lasciato il MusÃe CondÃ, si trova ora nei laboratori del Centre de recherche et de restauration des MusÃes de France, che occupano unâ'ala segretissima e blindatissima del palazzo del Louvre. Stando al quotidiano francese «Le Figaro», che ha dato la notizia sul suo sito web, vi si troverebbe già da un mesetto. Gli esperti del museo parigino stanno effettuando tutte le radiografie e le analisi necessarie per capire se il disegno, che misura 72 x 54 cm, à stato realizzato, almeno in parte, dal maestro toscano. Le prime analisi accertano che il foglio à databile tra il 1485 e il 1638. Sono stati notati inoltre alcuni ripensamenti che confermano che si tratta di un originale e non di una copia. Ma si à anche individuato che i tocchi intorno al viso della modella sono di un artista destro, mentre si sa che Leonardo era mancino. Una ventina di quadri della «Gioconda nuda» sono noti e non tutti facilmente databili. Si conosce la «Gioconda nuda» (o «Monna Vanna») di Gian Giacomo Caprotti (detto «Salaû), allievo di Leonardo (e forse dipinta a quattro mani con lui). Ma alcuni esperti ritengono che la bella Lisa Gherardini posà senza veli anche per il maestro. Gli specialisti francesi privilegiano per ora lâ'ipotesi che il disegno di Chantilly sia stato realizzato nella bottega di Leonardo. Stanno dunque cercando di stabilire se à anteriore o posteriore alla «Gioconda» del Louvre e se à presente lâ'eventuale tocco del maestro. Il disegno resterà nei laboratori del Louvre ancora un mese e sarà esposto nel 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte del genio toscano.