Tutto pronto per riconoscere il loro valore artistico «In futuro si procederà anche al recupero dei porti collegati» MONUMENTI NAZIONALI Anche Bologna, con molte probabilità, ne avrà uno. E sarà il suo originale sistema delle acque: lo stesso che nel Cinquecento l'ha resa la quinta potenza in Europa. «Non è stato ancora tutto formalizzato, ma la Sovrintendenza per i beni artistici regionale ha dimostrato parere positivo», spiega Pier Luigi Bottino, dirigente dell'Area saperi ed economia del Comune di Bologna. Che non nasconde un certo «vanto» per essere stato uno dei fautori della riscoperta di questo patrimonio. «La documentazione è pronta», aggiunge il tecnico del Comune. Capitale della seta e importante via commerciale, collegata addirittura con Amburgo, Bologna aspetta, quindi, di avere il suo primo monumento nazionale. L'assessore Angelo Guglielmi aveva comunicato già qualche tempo fa che l'istruttoria per vedere riconosciuto questo valore era già in corso, insieme a quella, dall'iter più complesso, per far diventare il sistema dei portici di Bologna (lungo 35 chilometri) patrimonio dell'umanità. L'iter per queste procedure segue, infatti, più tappe: il progetto va inoltrato alla Sovrintendenza regionale (informalmente l'approvazione c'è già stata), che a sua volta fa richiesta alministero per iBeni culturali, il quale, «di solito, tiene conto del parere - positivo o negativo - dell'ente locale» per poi dare la sua definita approvazione. Solo una questione di tempo, quindi, e, fra un mese circa, Bologna avrà finalmente il suo meritato monumento nazionale. «Il sistema delle acque di Bologna, costruito intorno alla fine del 1100, è lungo una trentina di chilometri (67 contando i canali interrati) ed è molto originale: i bolognesi, infatti, usavano mettere gli opifici lungo le derivazioni dei canali, e non a ridosso dei canali stessi, creando in questo modo una rete fittissima, giunta a noi integra», spiega Bottino. In seguito, dopo l'epoca d'oro di Bologna capitale della seta, con l'introduzione delle locomotive e poi delle macchine, nessuno pensava più di utilizzare l'acqua per fini commerciali: «I canali divennero fogne, e, nessuno, per questomotivo, pensò di costruire nei loro pressi », prosegue Bottino. Così, «dopo la bonifica e la realizzazione del depuratore e della rete fognaria che scorre parallelamente ai canali, ci siamo trovati, come per magia, davanti a corsi per la maggior parte ricchi di acqua piovana, pulita». «Motivo questo - conclude il dirigente comunale - per cui la riscoperta dell'intero sistema ha un valore artistico, culturale, storico, architettonico e turistico, che stiamo cercando di valorizzare, costruendo eventi teatrali e percorsi naturalistici che permettano ai cittadini di usufruire di questa risorsa». In futuro, quando tutto l'iter sarà andato a buon fine, l'idea è di «recuperare i vecchi porti (Corticella, Galliera, Maccagnano, Battiferro, Salara)» che, insieme ai sostegni, sono una ricchezza artistica per la città e per il paese.
Bologna - Vecchi canali della seta Presto diventeranno monumento nazionale
Il Comune di Bologna sta lavorando per far riconoscere il sistema delle acque della città come monumento nazionale. La documentazione è pronta e la Sovrintendenza regionale ha espresso parere positivo. L'iter per la riconoscenza del patrimonio è complesso e richiede l'approvazione dell'Ministero per i Beni culturali. Si spera che il sistema delle acque venga riconosciuto come monumento nazionale entro un mese. Il sistema delle acque è lungo 67 chilometri e include canali e opifici costruiti intorno al 1100. Dopo l'epoca d'oro di Bologna, i canali divennero fogne e non furono più utilizzati per fini commerciali.
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