A firmare il progetto sarà David Adjaye, l'architetto britannico che ha trasformato lo Smithsonian di Washington nel nuovo museo della cultura afro-americana. A lui, da tempo in odore di Pritzker, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della fondazione torinese nata nel 1995, ha affidato gli spazi della nuova Fundación Sandretto Re Rebaudengo di Madrid. Che apriranno nel 2019, all'interno della Nave 9, uno degli edifici del primo Novecento del Matadero che oggi costituiscono il Centro de Creación Contemporánea. Il progetto prevede che il piano terra della sede madrilena della Sandretto venga dedicato all'esposizione (a rotazione) della collezione, che nel 2017 festeggia il venticinquesimo compleanno, mentre il piano superiore ospiterà mostre temporanee, attività didattiche, workshop e una decina di spazi per residenze d'artista, un modo (anche questo) per creare un legame sempre più stretto fra collezione e fondazione («una grande costellazione» come l'ha definita la presidente). Perché proprio Madrid? «Perché è una grande capitale globale e perché è un ponte verso la cultura latino-americana, una scena in crescita, che guardo da tempo con molta attenzione».