«Ben venga il partenariato pubblico-privato nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, purché sempre sotto il presidio delle istituzioni». Questo il messaggio emerso dal primo bilancio sui lavori di restauro in corso d'opera alla chiesa della Pietà, stilato ieri dai soggetti coinvolti nei lavori. Un modo per garantire la trasparenza dell'istituto pubblico della Pietà (che fa dell'assistenza e della beneficenza i suoi obiettivi statutari) e di rispondere ai problemi estetici e alle insofferenze di qualche veneziano. La polemica, nata in estate, ha preso di mira i cartelloni pubblicitari che fino al 2020 copriranno la Chiesa settecentesca, la cui facciata «è il vero motore economico dei restauri». La copertura economica dei lavori (un milione e 670 mila euro, dal 2014 fino al 2020) è stata resa possibile dalla convenzione stipulata dall'Istituto stesso insieme all'impresa di restauri Gerso e a Remedia International Limited, società di marketing specializzata nei noti maxi cartelli pubblicitari che coprono le facciate degli edifici. Il tutto, con la supervisione della Soprintendenza che ha dato il via libera a due condizioni: il rispetto del decoro del monumento e del paesaggio; la garanzia che una volta finiti i lavori vengano smantellati anche i cartelloni.«È bene tener presente che noi abbiamo sempre l'ultima parola sull'assenso alle pubblicità» ha dichiarato la soprintendente Emanuela Carpani. È questo il punto, su cui gli interlocutori concordano: i finanziamenti privati sono indispensabili. «Le opere del Tiepolo in una chiesa cara a Vivaldi possono essere tutelate anche dai privati, se necessario» ha continuato Carpani, a cui si è aggiunto anche Luigi Soligo, dell'impresa Gerso. «Non ho mai notato nessuna differenza lavorando con società private. Sì, cambia la fonte del denaro» ha affermato l'architetto «ma la sorveglianza e il dialogo con le istituzioni è uguale». Soddisfazione anche da Maria Laura Faccini, presidente dell'Istituto: «Abbiamo lavorato con il cuore: sia per la nostra missione sociale, sia per restituire alla collettività un luogo che, dopo la Biennale, è il più visitato di Venezia». Faccini ha poi invitato alla Pietà il ministro Dario Franceschini.Eugenio Pendolini