C'È CHI VUOLE RIMANERE CON LA REGIONE E CHI SPERA INVECE IN RICADUTE POSTIVE SULL'OCCUPAZIONE «IN questi due anni di idee ne abbiamo sentite tante, ma non siamo mai entrati nei dettagli e soprattutto non abbiamo mai visto studi». Parola di Marco Musso, Rsu Cisl degli addetti del Museo Regionale di Scienze Naturali che ha chiuso i battenti nell'agosto del 2013, quando scoppiarono nel sotterraneo delle bombole di gas del sistema antincendio. Un complesso che dovrebbe riaprire i battenti nel 2019, ma che nei piani della Regione dovrebbe entrare all'interno della Fondazione Torino Musei. L'ingresso cambierebbe gli assetti della fondazione, dando più peso alla Regione, e prefigurerebbe la possibilità di costruire un ente di respiro regionale. Una soluzione che la sindaca Chiara Appendino, il presidente Sergio Chiamparino e i loro assessori alla cultura, Francesca Leon e Antonella Parigi, hanno tratteggiato durante l'ultimo consiglio direttivo della Fondazione guidata da Maurizio Cibrario. «L'ultima volta che abbiamo incontrato gli assessori Parigi, Reschigna e Ferrari, ci hanno ipotizzato l'ingresso di un socio privato nella Fondazione che avrebbe gestito il museo - racconta Musso della Cisl - ora invece si è tornati all'ipotesi del 2015, un ente all'interno della Fondazione Musei di Torino, cosa che nel 2015 non sembrava convincere proprio la stessa fondazione. Chiederemo di nuovo un incontro con la Regione Piemonte, di cui il Museo di Scienze naturali è un settore, sperando che siano chiari nello spiegarci il percoso, senza sotterfugi». Al Museo sono rimaste 18 persone: dal 2013 la struttura organizzativa si è ridotta all'osso. L'attività del museo oggi è itinerante: le collezioni vengono portate fuori a pezzi, per l'attività didattica nelle scuole. «Siamo preoccupati da queste ipotesi, non comprendiamo perchè non si possa continuare a gestire il Museo come soggetto pubblico dipendente dalla Regione e sfruttare l'interesse dei privati, più volte rappresentati dalla stessa Regione, come sponsorizzazioni o progetti ad hoc». Nella Fondazione Musei c'è molta cautela da parte dei rappresentanti dei lavoratori: «L'idea di coinvolgere il Museo di Scienze naturali va bene se serve a garantire i posti di lavoro - sottolinea Dante Ajetti della Cgil - Ricorda molto quello che prevedeva l'ex assessore Braccialarghe con la "superfondazione"». Carlo Adorno della Uil concorda: «All'epoca si parlava del Castello di Rivoli, non del Museo di Scienze Naturali. Una buona idea, in teoria, ma bisogna vedere come si trasforma in pratica. Per ora sospendo il giudizio».