Giunte all'undicesima edizione, con un ampliamento su scala regionale e l'ambizione il prossimo anno di sconfinare in campo nazionale, con un progetto di rilancio sull'indotto turistico e il fermo proposito di consolidarsi come realtà economica capace di produrre lavoro e ricchezza, "Le vie dei tesori" si rivelano davvero "infinite". Dopo avere messo in fila davanti ai monumenti migliaia di palermitani nelle precedenti edizioni, registrando nello scorso anno oltre 215 mila visite (non visitatori, solo a partire da quest'anno si avrà un conteggio dei singoli fruitori), con una ricaduta per l'indotto turistico di oltre 2 milioni e mezzo di euro (sono le proiezioni dell'Otie, osservatorio turistico isole europee), quest'anno, sul tema de "La Sicilia svelata", Le vie dei tesori hanno aperto le porte di chiese, musei e altri beni culturali anche a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta. Dal 29 settembre al 29 ottobre toccherà ancora una volta a Palermo con 120 luoghi aperti, 40 dei quali per la prima volta nel circuito della manifestazione, affidati a 600 volontari, studenti universitari, liceali del Progetto scuola lavoro e il coinvolgimento dei migranti minori non accompagnati, tutti rigorosamente selezionati e preparati per uno storytelling innovativo del bene culturale, vero valore aggiunto delle visite, che non sono solo guidate ma soprattutto raccontate. Dice Laura Anello, ideatrice della manifestazione e presidente dall'associazione Le vie dei tesori: «La nostra chiave è quella di fare una rete di luoghi, un museo diffuso che utilizza un unico strumento, coerente e condiviso. Una gestione dei beni culturali virtuosa, innovativa e affidabile che attraverso lo storytelling trasformi le visite guidate in un vero e proprio festival della conoscenza». La Anello ricorda la prima edizione del 2006: «Si celebravano i 200 anni dell'Università di Palermo e, nell'intendere l'Ateneo come un'agenzia culturale, mi venne in mente di aprire al pubblico i luoghi dell'università e affidarne il racconto a docenti ed esperti che avevano desiderio di trasferire a un pubblico vasto le loro emozioni da conoscitori». Fu subito un successo che dopo l'Università fu in grado di aggregare altre istituzioni, prima il Comune, poi la Regione, la Sovrintendenza e via le altre fino all'Unesco che già dall'anno scorso ha voluto inserire una notte bianca per il percorso arabo normanno: un'iniziativa che si ripeterà, mentre il Castello a mare sarò candidato come decimo monumento dell'itinerario . Quest'anno si apriranno, tra gli altri, le porte di Palazzo Abatellis, dei depositi della Gam, di Palazzo Mirto e dei Quattro Pizzi della Tonnara Florio all'Arenella. Spiega la Anello: «Se con il privato è facile aprire un luogo per un week-end, con le grandi istituzioni culturali bisogna scontrarsi con la difficoltà di rinunciare al biglietto di ingresso. Ma una soluzione si trova, abbiamo sfruttato le domeniche gratuite previste dal ministero e abbiamo sostituito la totale gratuità con il nostro piccolo contributo che serve a pagare il racconto ». Il coupon da 10 euro dà la possibilità di partecipare a dieci visite, quello da 5 euro consente di farne quattro. Partecipare a Le vie dei tesori è una scelta, non un pascolare indistinto perché gratis: si paga e ci si mette pazientemente in fila. E il palermitano lo fa e lo rifà.La Casina Cinese, quasi un simbolo del successo della manifestazione, è un bene aperto tutto l'anno gratuitamente, eppure il formarsi di file chilometriche per ammirare e sofisticate cineserie ha richiesto in più occasione l'intervento della protezione civile. «Mettere a sistema tutte le istituzioni indistintamente a vantaggio della città, funziona », dice Bernardo Tortorici, presidente de Gli Amici dei musei siciliani, partner storico de Le vie dei tesori. Sono oltre sessanta le istituzioni, le associazioni e i privati che sostengono l'iniziativa e fra questi hanno particolare rilevanza gli sponsor: quest'anno Poste Italiane danno un contributo sostanziale per un'organizzazione che si fonda sul volontariato, la vendita diretta (coupon e spazi pubblicitari sul sito) e piccoli contributi erogati soprattutto sotto forma di servizi. Continua Tortorici: «Rafforziamo l'offerta dei beni culturali e raggiungiamo risultati fantastici nell'accoglienza, riuscendo a suscitare un interesse reale. Sui social fanno le gare a chi visita più monumenti. È la città per prima a riappropriarsi dei propri monumenti. Quello che è successo a Palermo si è ripetuto identico a Messina e nelle altre città coinvolte». Un patrimonio di competenze sostenuto da oltre seicento ragazzi che quest'anno si preparano a raccontare le storie dei Florio che hanno animato la palazzina dei Quattro Pizzi all'Arenella, o l'oratorio di Santa Maria del Sabato, oggi sinagoga, o le intense esperienze che offrirà il tour di Villa Adriana. Aggiunge Tortorici: «Educhiamo alla fila o mostriamo quanto i minori stranieri prendano a cuore la città e siano in grado di raccontarla ». Dice la Anello: «Abbiamo una responsabilità nei confronti di questi giovani che lavorano da volontari e che durante l'anno ci inviano i curriculum manifestando il desiderio di non andare via dalla Sicilia. Il progetto è di diventare quanto prima un'industria culturale che dia lavoro». A questo proposito, grandi aspettative suscita il progetto di incoming turistico fatto insieme a Enrico Ducrot, amministratore delegato di "Viaggi dell'elefante". Dice Ducrot: «Bisogna alzare il livello dei servizi, per quello che non è solo un business, ma un modello di offerta mirato a dare emozioni, traferire esperienze uniche. Bisognerà lavorare su offerte valide tutti i giorni per creare garanzia e tranquillità al mercato in termini di pianificazione. E poi essere efficienti nel rispondere alle esigenze del turista che vuole personalizzare il suo viaggio». Ducrot si dice fortemente coinvolto a livello personale con la città e di sentire una grande responsabilità che potrebbe cominciare anche con l'apertura di un Museo Vittorio Ducrot, per esporre il materiale di famiglia.