Italia Nostra dalle commissioni Patrimonio e Cultura per largo Santa Susanna Ma dov'eravamo rimasti con la storia infinita dell'Istituto Geologico di Largo Santa Susanna, quello voluto da Quintino Sella e progettato dall'ingegnere Raffaele Canevari, dell'unico liberty romano con strutture di ghisa? Oggi, finalmente, dopo due anni di vicende controverse, arrivano positive novità. Nei circa due anni trascorsi da quando, raccogliendo l'allarme lanciato dalla sezione romana di "Italia Nostra" relativamente al ventilato cambio di destinazione dell'edificio e alla già avvenuta dispersione delle collezioni di fossili e di marmi, la vostra cronista si è incaponita a ricostruire la vicenda, i colpi di scena non sono mancati. La divulgazione della scoperta di un tratto prezioso delle mura di Servio Tullio, nel corso dei lavori di restauro dell'edificio. La richiesta da parte della Soprintendenza Archeologica di vincolare quanto già affiorato: il vincolo è stato concesso il 9 febbraio 2004, ma il luogo è rimasto inaccessibile per gli stessi ispettori della Soprintendenza. Poi, pubblicato il catalogo della collezione dei 120 mila fossili da anni nei capannoni della Protezione civile di Castelnuovo di Porto, c'era stata l'emozionante scoperta dei Lariosauri: i nove esemplari di fossili di proto-dinosauri, ritrovati tra il 1847 e il 1863 nei dintorni del lago di Como.Aquesto punto, e cioè esattamente nel febbraio scorso, l'assessore al Patrimonio del Comune di Roma, ClaudioMinelli, mi ha chiarito che la cessione del Geologico (subordinata al cambio di destinazione d'uso di Palazzo Canevari) era il prezzo da pagare per la realizzazione di uno straordinario Polo espositivo e museale di circa 48mila metri quadri. Era il sogno del Grande Louvre italiano, che si estenderebbe tra il Colosseo, il Palatino e i due Fori. E il Geologico? Oggi finalmente, e questa è la bella novità, è fissato l'incontro tra la sezione romana di Italia Nostra (presente anche il geologo Pietro Casero, in rappresentanza della "Società Italiana di Geologia") e le due commissioni congiunte dell'amministrazione capitolina: quella della Cultura e scuola, presieduta da Adriana Spera, e quella del Patrimonio, presieduta da Umberto Marroni. Si cercherà insieme una soluzione del problema che non snaturi l'identità storica e architettonica dell'edificio di largo Santa Susanna e che permetta il recupero delle collezioni disperse e della immensa Biblioteca scientifica. Infine, il nuovo Geologico dovrà poter riprendere e incrementare l'attività didattica e di ricerca ormai sospesa da anni.