VISITE guidate, concerti e aperture straordinarie di monumenti e mostre, le Giornate europee del patrimonio promosse dal ministero dei Beni e delle attività culturali propongono anche in Puglia un calendario intenso per il weekend (programma completo su beniculturali.it). «Dovremmo concepire queste giornate non solo come occasioni per visitare dei luoghi aperti con orari più dilatati e con appuntamenti extra, ma per riflettere sul patrimonio con uno sguardo più consapevole », avverte Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni cultuali e paesaggistici. Professore, qual è la situazione in Puglia sulla valorizzazione e la gestione dei beni culturali? «Il primo grande dramma, nonostante ci sia un patrimonio d'importanza notevole, è l'assenza di una comunità di patrimonio, che dipende anche da come questi beni vengono gestiti. Non bastano gli allestimenti museali e le attività scientifiche, che naturalmente sono fondamentali. C'è bisogno di cittadini consapevoli, che possano proteggere il patrimonio. Pensiamo a Faragola, il sito foggiano distrutto da un terribile incendio: sono stati pochi i cittadini che sono venuti a constatare la situazione. Perciò i primi di ottobre, a un mese dall'incendio, come se fosse il trigesimo di un funerale, organizzeremo delle attività per tenere viva l'attenzione ». Un caso positivo, da segnalare, rispetto alla gestione dei beni culturali in Puglia? « Un esempio che cito sempre con piacere è quello di Canosa, dove è nata una fondazione che, dopo anni di impegno, gestisce i siti archeologici della città, con il coinvolgimento della comunità. La gestione di un bene è il tema fondamentale per ricucire i rapporti tra una comunità e un bene archeologico o un museo. Bisogna poi mettere in campo anche una progettualità che metta insieme una conoscenza approfondita della materia e uno sguardo verso la divulgazione, in questo senso merita attenzione l'archeodromo Kairos, a Caprarica di Lecce, dove un archeologo ha acquistato un terreno e ricostruito fedelmente, con un'operazione di archeologia sperimentale, un villaggio messapico e molto altro. Si è inventato un mestiere». In Italia è acceso il dibattito tra chi considera che i privati debbano entrare nella gestione del patrimonio culturale pubblico e chi invece è nettamente contrario. «L'istituzione deve fornire gli indirizzi, ma non può gestire tutto direttamente. Pensiamo alla Puglia, il Polo museale sta cercando, con molta fatica, di gestire i suoi castelli e i suoi musei. Ma non è facile e a mio parere non dovrebbe essere neppure questo il suo compito. Perciò in Puglia bisognerebbe costruire un sistema museale regionale che metta insieme musei civici, diocesani e musei provinciali, in modo che ci sia un sistema unitario nelle forme di gestione. Al turista non gliene frega assolutamente nulla se un museo è comunale o diocesano. Al turista importa la qualità, tutto l'anno». Come ripartire, quindi? «I grandi luoghi attrattivi penso a Castel del Monte dovrebbero supportare il patrimonio poco valorizzato, cioè i luoghi, importanti ma sconosciuti, che sono nel circondario. E la Regione deve sostenere esclusivamente i progetti con una visione sostenibile di gestione. In più i nostri sindaci dovrebbero capire che i musei non si possono valorizzare tenendoli aperti grazie ai volontari. Ci rendiamo conto che un bene come il sito archeologico di Siponto, celebre ormai nel mondo grazie all'intervento di Edoardo Tresoldi, non ha una gestione? Ci sono i custodi, ok, ma bisogna garantire una gestione quotidiana con professionisti qualificati».
PUGLIA - SOS patrimonio
Il ministero dei Beni e delle attività culturali promuove le Giornate europee del patrimonio con un calendario intenso per il weekend in Puglia. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni cultuali e paesaggistici, avverte che la situazione in Puglia sulla valorizzazione e la gestione dei beni culturali è difficile, con l'assenza di una comunità di patrimonio. Volpe cita come esempio positivo la gestione dei siti archeologici di Canosa, dove una fondazione gestisce i siti con il coinvolgimento della comunità. Tuttavia, il presidente del Consiglio superiore dei beni cultuali e paesaggistici critica la gestione dei beni culturali in Puglia, che non è sufficientemente coinvolta dalla comunità.
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