Nel settembre 2016 fu riconsegnata alla città: oggi sul travertino macchie nere e sporcizia Mozziconi spenti a centinaia. Gomme americane schiacciate sul travertino non più splendente. Cartacce un po' ovunque. E - come d'abitudine - qualche turista che tenta di bere, mangiare, o gustare un gelato seduto sui gradini più famosi del mondo. È passato esattamente un anno da quando la Scalinata di Trinità dei Monti è stata riconsegnata alla città dopo un lungo restauro (i lavori erano iniziati il 7 ottobre del 2015) e una spesa di un milione e mezzo di euro pagati dalla Maison Bulgari. Il bianco di un anno fa è sparito. Anche se i vigili controllano con grande attenzione e si muovono costantemente sulla gradinata. «Il degrado della scalinata è tornato come prima - ammette Gianni Battistoni, storico leader di via Condotti - è solo meno evidente perché si è saldato al crescente e drammatico degrado del Tridente, ridotto ormai a forte Apache circondato dai pullman turistici invece che dai pellerossa. Tutto questo con il totale disinteresse del Campidoglio». «Le cose non sono cambiate, le condizioni della Scalinata sono sempre le stesse - aggiunge il titolare dell'hotel Hassler Roberto Wirth -. Lo dico da sempre, lo ripeto da anni: non viene fatto nulla per risolvere la questione. È inutile parlare, i fatti non ci sono. Io però sono qui e se la sindaca volesse fare qualcosa per rendere la Scalinata di piazza di Spagna il biglietto da visita di Roma io non mi tirerei indietro». Appena terminato il restauro Roberto Wirth aveva proposto l'applicazione di grandi cartelli in più lingue per spiegare cosa si può e non si può fare: non si sono mai visti. E se su Trinità dei Monti gli occhi dei vigili sono sicuramente puntati, intorno è tutto un bivacco. Si mangia la pasta seduti intorno alle aiuole dei giardini, lungo i marciapiedi che fronteggiano la gradinata di fronte le vetrine delle griffe più famose, ovunque. I divieti non ci sono (neppure le panchine, che sono solo quattro) e allora c'è libertà di mangiare, bere, sporcare. «Il crollo del livello turistico è impressionante - aggiunge Gianni Battistoni -. Bisogna obbligare a consumare i cibi dentro le strutture: invece in via della Croce si vendono le vaschette di plastica con la pasta a 4 euro. A Milano tutto questo non succede». Chi abita in piazza di Spagna e la osserva giorno dopo giorno ammette che «i controlli ci sono, due vigili in divisa fanno avanti e indietro sempre - racconta Carla -. Ma chi rispetta poco questa "seconda fase" della Scalinata sono le grandi forze economiche, le firme che si aprono sulla piazza. Per le manifestazioni sono stati utilizzati macchinari e grandi gruppi elettrogeni che hanno macchiato i gradini in tanti punti, come se fosse colato petrolio. Non sono stati puliti, ci sono macchie nere». «Nell'ottobre 2016 l'associazione abitanti centro storico - ricorda Viviana Di Capua - realizzò e distribuì un volantino in sette lingue che elencava divieti e modalità di comportamento nei confronti di un bene così prezioso. I turisti dovrebbero solo ammirarla e rispettarne la bellezza monumentale, invece è triste constatare una negligente inosservanza dei più elementari principi del rispetto dei luoghi».
Corriere della Sera
18 Settembre 2017
ROMA-Trinità de' Monti, scalinata già sporca un anno dopo il restauro
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Lilli Garrone
Corriere della Sera
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Bene culturale
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