L'ente regionale che si occupa di tutela del patrimonio archeologico della provincia guidato da un architetto. Se serve un esperto, viene chiamato da Palermo Una soprintendenza archeologica senza archeologo. Accade a Caltanissetta dove l'ente regionale che si occupa di tutela del patrimonio archeologico della provincia, è senza un funzionario ad hoc. "Ma non solo denuncia Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica anche il nuovo Polo museale di Caltanissetta e Gela, che si occupa di fruizione e valorizzazione del patrimonio, è senza un dirigente archeologo. Un paradosso". Il territorio di Caltanissetta è ricco di testimonianze antiche e vanta un museo archeologico di straordinaria importanza qual è quello di Gela. "Nel nisseno ci sono aree archeologiche uniche come Bosco Littorio a Gela dove in questo momento sono all'opera archeologi dell'Università di Catania per uno scavo aggiunge il presidente dell'associazione e ancora Gibil Gabib, Vassallaggi, Sofiana, monte Polizzello solo per citarne alcuni. Siti archeologici di grande bellezza e rilevanza che restano chiusi al pubblico per assenza di personale e che adesso non hanno un tecnico specifico per la loro cura e tutela". Nessun archeologo nemmeno al Polo museale di Caltanissetta e Gela che mette insieme le aree archeologiche e i musei della provincia occupandosi della loro fruizione e vigilanza. Dopo le polemiche sull'abbandono in cui versa l'area archeologica di Caposoprano a Gela. Ma chi c'è alla guida dell'unità operativa archeologica della Soprintendenza di Caltanissetta? "Un tecnico eccellente risponde il soprintendente Vincenzo Caruso -, si tratta di un architetto, Sergio Macaluso, che gestisce con solerzia il suo incarico. Da architetto, è abituato all'interscambialità dei ruoli e questo è certo un bene per la nostra amministrazione. Tuttavia, si tratta di decisioni del dipartimento regionale che non dipendono da noi e che affrontiamo con serietà e grande professionalità". Quando serve un archeologo, la Regione siciliana ne "presta" uno da altre Soprintendenze dell'Isola. Così in occasione di rinvenimenti o sequestri da parte delle forze dell'ordine e altre esigenze peculiari di analisi che necessitano la competenza di un archeologo, ne viene mandato uno da Palermo. "Un'assurdità commenta Modeo . La Regione dovrebbe colmare questa vacatio che è dannosa per il territorio. Gli archeologi sono già sono pochi nelle altre Soprintendenze, ad Agrigento ce n'è soltanto uno e anche a Trapani sono pochi. Ma che a Caltanissetta non ve ne siano davvero appare strano. Sono scelte politiche che contestiamo e che abbiamo segnalato al dipartimento regionale senza avere alcuna risposta, oggi poi non sapremmo nemmeno più a chi rivolgerci visto che gli interlocutori continuano a cambiare tra gli uffici dei Beni culturali".