"La prima volta che presento un assessore nel proprio territorio di appartenenza, e lo faccio per chi a Messina ci vive e ci resta, perché ritengo che questa città abbia bisogno di un impegno eccezionale e un'attenzione eccezionale. La scelta di Aura è un atto d'amore per la città". Con queste parole il governatore Crocetta ha presentato la nuova assessora ai Beni culturali, la messinese Aurora (Aura) Notarianni. E' il sesto assessore ai Beni culturali in meno di cinque anni, dopo Antonino Zichichi, Mariarita Sgarlata, Giusy Furnari, Antonio Purpura e Carlo Vermiglio. Crocetta ha esordito presentando la prima donna in questo assessorato, scordando la precedente messinese, Giusi Furnari, già a capo dei Beni culturali per sua stessa nomina. "Voglio chiudere come ho iniziato ha continuato il governatore nominando due donne, due ragazze come Stancheris e Scilabra al Turismo e alla Formazione. Aura per anni si è battuta in questa città per la buona politica, per l'ambiente, per il lavoro, ha lottato tanto da essere invisa ai "potentati", così come lo sono io". "La scelta di Notarianni è come dire a Messina ti voglio bene - ha insistito il governatore - Questa città metropolitana ha avuto stanziati un miliardo circa di interventi. La soddisfazione più grande è stata quella di chiudere le opere di Giampilieri. Questo con Aura oggi è solo l'inizio di un percorso che ci vedrà assieme e vedrà lei sempre più coinvolta". La nuova assessora, infatti, sarà candidata nelle liste del Megafono alle prossime Regionali. Assieme ad Aurora Notarianni è stata presentata la nuova dirigente dei Beni culturali Maria Elena Volpes. Un lavoro già iniziato per l'assessora messinese, che ha annunciato i lavori per il rifacimento di un padiglione dell'ex ospedale Margherita di Messina per trasferire gli uffici della Soprintendenza, attualmente sfrattata dai locali in cui ha sede in affitto. La presentazione messinese per Crocetta è stata anche occasione per indicare errori di governo: "Ho sbagliato quando volendo fare una giunta di tecnici la politica ha voluto inserirsi. A quel punto avrei dovuto dire che il mio progetto era stato tradito ed andare ad elezioni, chiedendo una sorta di referendum. È andata così e l'ho fatto per senso di responsabilità, e non per attaccamento alla poltrona. Ritengo anzi di avere dato esempio di un diverso approccio al potere". Mentre in merito alla lettera di Ardizzone che lo ha richiamato sulla necessità di sospendere le nomine a poche settimane delle elezioni, Crocetta ha risposto: "Sono nomine necessarie, come quella dell'amministratore unico di Riscossione Sicilia, se si dimette io che faccio? Da qui a dicembre, prima che il governo si insedi è questo il tempo previsto, non faccio riscuotere le tasse?".