La previsione dell'Opificio delle pietre dure vincolata al lavoro sui frammenti e le condizioni climatiche ECCOLO lì il frutto della bravata: la grossa mano destra troncata con le venature verdi a riprova di uno stato di salute cagionevole, il perno di ferrro, il bastone tenuto in pugno dal Nettuno: 15 pezzi in tutto più un sacchetto con 16 piccoli frammenti. È tutto quanto raccolto dalla polizia municipale di Palazzo Vecchio il bottino dell'atto vandalico di un ragazzo di 28 anni di Empoli, domiciliato a Scandicci, che dopo una notte passata in un pub vicino ha deciso di sfregiare una storia di cinque secoli. Voleva fare una foto con il cellulare da lassù. Con l'euforia di chi ha bevuto, incurante delle raccomandazioni del fratello che gli gridava di scendere. Stamani i pezzi saranno portati all'Opificio delle pietre dure di Firenze dove saranno restaurati per mano di Carlo Biliotti. Intanto, sarà costituita una commissione per mettere a punto un piano di intervento. Anche sulle altre parti, già danneggiate a causa di un restauro precedente. «Sarà avviato un lavoro generale di diagnostica per il restauro complessivo della statua di Nettuno dell'Ammannati », annunciano il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e l'assessore alla cultura del Comune Simone Siliani. Per rivedere il Biancone così come era bisognerà aspettare la primavera 2006. La mano potrà essere restaurata entro l'anno, ma potrà essere essere riattaccata solo a primavera, quando le condizioni climatiche sono opportune per l'uso degli stucchi. Ci vorranno allora dei ponteggi intorno alla statua e il costo sarà a carico del Comune. Per la manodopera sarà impiegata quella dei dipendenti dell'Opificio che è una struttura statale. Mentre il costo per il materiale necessario tra stuccature e perni in acciaio inossidabili non dovrebbe superare i 1000 euro. «I pezzi recuperati per fortuna sono di dimensioni grosse - dice l'architetto Claudio Cestelli del servizio tecnico Belle arti del comune di Firenze - questo permetterà di ricostruire la mano senza grossi problemi mentre è il bastone la parte più danneggiata». La mano cadendo ha provocato la rottura in tre pezzi del bastone di Nettuno e scheggiato la conchiglia alla base della statua. Gli esperti precisano che il polso della statua aveva una debolezza strutturale: il perno di ferro che reggeva la statua, che risale ametà dell'800, si era ossidato provocando un aumento del volume e indebolendo le parti marmoree. Oltretutto si tratta di una parte che aveva già subito interventi di restauro o già nel passato, il bastone nell'800 e la mano pare che sia stata riattaccata addirittura dallo stesso Ammannati. «I materiali danneggiati sono di tipo diverso - dice Maurizio Michelucci dell'Opificio delle pietre dure - quello della statua è in marmo di Carrara, la vasca è di breccia medicea, un marmo più tenero composto da più elementi ma sempre originario di Carrara». Diversa anche la dimensione dei frammenti. «Quelli più grossi potranno essere facilmente ricongiunti perché hanno dei tagli netti - dice Matilde Simari della Soprintendenza ai Beni storici e artistici di Firenze - mentre per quelli più piccoli stiamo studiando come procedere. Soprattutto per quelli sminuzzati della vasca che ha risentito della cadutta della persona». La vasca tra l'altro era stata svuotata dell'acqua a causa dell'intervento periodico di pulitura dei licheni programmato dal Comune. La ditta che lo doveva effettuare si è presentata regolarmente ieri. Ma al suo arrivo si è trovata di fronte all'ennesimo atto vandalico. Il sesto per il Biancone. Stavolta rispetto alle volte precedenti è stato tutto ripreso su video e ieri mattina era già stato fermato l'autore.