LA Soprintendenza "cancella" i nuovi posteggi per i bus turistici tracciati dal Comune all'Acquasola. «Sono state commesse delle violazioni: quella zona è sottoposta a vincolo monumentale e vanno eliminati», è categorico il soprintendente Vincenzo Tinè. Una bocciatura secca di Tursi che arriva dopo la denuncia di Legambiente, mentre a rischio sono i 160 stalli per moto e quadricicli poco più sotto. «Si trovano all'esterno della cornice che costeggia il parco, però mi sembra un numero esagerato. Anche questa situazione merita un approfondimento ». La giunta Bucci incassa il primo no da quando si è insediata e inciampa proprio nell'Acquasola, teatro per anni di una battaglia per la costruzione di un silos. Battaglia che era approdata in tribunale, coinvolgendo i vertici dell'epoca della Soprintendenza, del mondo politico, e che si è conclusa con la vittoria del comitato "Acquasola parco non posteggio". Tursi per le nuove aree di sosta all'Acquasola non ha chiesto nessun parere alla Soprintendenza. Non ha presentato nessun progetto. Dagli uffici della Mobilità è arrivata in via Balbi solo una semplice telefonata in cui veniva chiesto se era possibile ripristinare i vecchi stalli. Quindi, intervenire in una situazione pregressa. Invece, il Comune si è "allargato". Di più. I posti per i bus, come aveva promesso qualche giorno fa il vice sindaco Stefano Balleari, sono stati tracciati in fretta, così come quelli delle moto che da via XII Ottobre salgono lungo il collo d'oca, passando dietro la grande aiuola. Due rettangoli gialli proprio davanti all'entrata del parco, a un passo da panchine e giochi per i bambini. Sono stati posizionati i cartelli con le "P", che indicano orari (8-20) e il tempo massimo della sosta (15 minuti) per i mezzi. Assodato che i due posteggi sono irregolari, quell'imbuto rischia di trasformarsi in una camera a gas. «Occorre che il Comune trovi una nuova collocazione. Quella strada è un cul-de-sac: anche se è prevista una rotazione, i mezzi avrebbero molta difficoltà a manovrare. Potenzialmente si potrebbe creare una situazione insostenibile, con code, intasamenti e inquinamento. Fermo restando che, ripeto, è una zona vincolata che fa parte integrante del parco». Proprio giovedì i funzionari di zona hanno effettuato un sopralluogo e il rapporto è stato consegnato al soprintendente unico della Liguria per i Beni culturali. «Martedì avremo un incontro con il Comune spiega Vincenzo Tinè perché per i bus va trovata una nuova collocazione ». Nel mirino finiscono anche i 160 stalli per le moto. «Rispetto ai bus, questo è un problema secondario. Certo è che il posteggio è arrivato un po' troppo in cima alla strada e gli stalli ci sembrano un numero eccessivo. Vogliamo capire quanti erano prima e se è stata superata la quota: quelli in più andranno cancellati». La creazione dei posti fa parte di un piano sulla mobilità pubblica. «Questi 160 stalli sono solo l'inizio di una politica che vuole riorganizzare la sosta nel centro cittadino ha spiegato Balleari creando parcheggi "regolari". Solo così si può concorrere a inibire la "sosta selvaggia" e permettere a cittadini e turisti di riappropriarsi di porzioni della città».