A Palazzo Reale è arrivato un no. Il corno sul lungomare non s'ha da fare. È ancora solo un parere informale, ma già spuntano soluzioni alternative che potrebbero essere più gradite al soprintendente Luciano Garella: la Stazione marittima. E non è l'unico problema. Ci sarebbero anche difficoltà sul materiale da reperire per la copertura rossa della struttura a forma di corno: complicato trovare qualcosa che resista al vento ma che non pesi troppo sullo scheletro. Nalbero, realizzato lo scorso anno sempre dalla stessa ditta, Italstage, non aveva questa necessità, perché era scoperto. Il Corno è alto 60 metri con terrazze allo stesso livello di quelle di Nalbero, che registrò oltre 220 mila visitatori, di cui 71 mila paganti, con negozi, bar e un ristorante. La struttura, aperta dopo la festa dell'Immacolata, durò fino all'8 marzo. «Ufficialmente non sappiamo niente - dichiara Pasquale Aumenta, patron di Italstage - si dovrà attendere la conferenza dei servizi della prossima settimana. Immaginando però che questa sia la risposta, stiamo verificando altri posti. Ce ne potrebbero essere di interessanti, ma sarà il Comune a decidere dove». Aumenta parla di «usare la struttura per il lancio per la chiusura del cantiere della metropolitana in piazza Municipio». Ma ipotizza anche che il luogo ideale potrebbe essere «l'area antistante l'hotel de Londres, attuale sede del Tar Campania. Ma anche la Stazione marittima, piazza Plebiscito o piazzale Tecchio». Di tutte queste location, la più probabile resta il porto. La preoccupazione dell'imprenditore, che ci parla dal cantiere del "Bufala-Fest", dove sta lavorando, riguarda i tempi: «Stiamo rischiando gli stessi slittamenti dello scorso anno. Aprire troppo tardi non ha senso, vorremmo inaugurare entro novembre e tenerla aperta per due mesi, fin dopo le feste. Qualsiasi posto che non sia via Caracciolo sarà un ripiego. Ma siamo rispettosi dei beni culturali e della legalità. Solo che devono sbrigarsi. Se dovessimo arrivare troppo sotto, allora valuteremo se sarà il caso di rinunciare». Italstage, infatti, ha vinto un bando di gara comunale per l'iniziativa natalizia. Se dovesse mollare, al suo posto scatterebbe il secondo classificato, che è un presepe di ghiaccio e, se dovesse rinunciare anche questo, un'installazione a forma di "peperoncino". La soprintendenza però non ha ancora messo penna su carta: «Il Comune non ha presentato alcuna richiesta formale, solo quando lo farà prenderemo le decisioni del caso». Ma è pur vero che rispetto alle prime conversazioni avute con la società che ha spiegato il progetto, il soprintendente Garella ha manifestato «delle perplessità». Ma la macchina che va verso il Natale in città non si ferma, né per le polemiche, né per i niet dei Beni culturali. Sembrerebbe che il Comune abbia già contattato il presidente dell'Autorità portuale Pietro Spirito per sondare il terreno sulla sua disponibilità a ospitare il Corno alla Stazione marittima: «Sono aperto alle iniziative che coinvolgono la città - dichiara Spirito - siamo stati proprio noi gli ideatori del progetto "Porto aperto", pensato per avvicinare la cittadinanza al suo scalo marittimo. Per il Corno di Natale la disponibilità c'è, poi verificheremo gli aspetti tecnici. È un'iniziativa su cui si può ragionare. Se favorisce un percorso di integrazione del porto con la città, è positivo. È un aspetto al quale tengo molto ». E non mente, il presidente. Un problema, infatti, da anni opprime l'architettura del Ventennio che fa da sfondo all'arrivo delle navi da crociera davanti al Maschio Angioino: la Stazione marittima non è mai decollata. Anni fa gli imprenditori cercarono di rilanciarla come centro commerciale, ma continua a essere deserta. Di fronte al no di Garella, pare sia spuntata anche l'ipotesi di piazza Plebiscito, anche se il Comune smentisce. Il vincolo della piazza aveva scatenato una querelle interminabile per il suo uso destinato ai concerti tra il Comune e il predecessore di Garella, Giorgio Cozzolino. Una diatriba finita davanti al Tar, che diede ragione al Comune. Ma fin dal suo arrivo Garella tenne a dire che la piazza andava rispettata: «Opportuno il suo uso in chiave di valorizzazione e non di abuso». Promette colpi di scena il sindaco de Magistris sulla vicenda del corno: «Non vado dietro alle anticipazioni e ai "mi sembra" dice nella diretta con radio Kiss Kiss Luigi de Magistris - Sono altri organi che devono dire la parola definitiva sul lungomare e secondo me ci sarà una bella sorpresa». Ma i ritardi non sono un problema da poco, perché, con la location ancora in bilico, è difficile anche proporre e vendere gli spazi per gli sponsor, che, oltre ai biglietti, costituiscono l'introito principale per chi realizza la struttura. Nel progetto sono compresi altri 12 corni più piccoli, che misureranno circa 2 metri, e che saranno realizzati dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti. Ma qui al momento il parere della soprintendenza non c'è: per questi "figli" di un corno maggiore non appare cruciale il problema di collocazione: se il piano di Italstage andrà in porto, i cornetti saranno posti in vari punti della città.