«SE abbiamo fatto un errore, siamo disponibili a cancellare i posteggi dei bus e a trovare un'altra soluzione, ma quella posizione era strategica per i diversi punti di interesse culturali e certe volte bisognerebbe mettere d'accordo le esigenze». È un "mea culpa" a metà quello del vice sindaco e assessore alla mobilità Stefano Balleari dopo la bocciatura degli stalli per i bus turistici all'Acquasola da parte della Soprintendenza. Da una parte ammette il possibile errore: «se dobbiamo, correggiamo il tiro». Dall'altra rivendica: «La nostra missione politica è quella di dare alla città una migliore valenza turistica e commerciale». La partita è ancora aperta e il Comune non si sente per niente all'angolo. «Parliamo di due posti, mi pare esagerato parlare di smog, code e intasamenti. Se fosse così, sarei anche disposto a fare un imbuto e pazienza per l'inquinamento, perché vorrebbe dire che Genova è diventata un simbolo per i turisti...», scherza Balleari. Ma la questione non è solo legata al traffico. L'area è sottoposta a vincolo monumentale e il soprintendente unico per la Liguria dei Beni culturali, Vincenzo Tinè, è stato chiaro: all'Acquasola non ci possono stare i bus. «Martedì ci incontreremo e discuteremo della questione. Certo è che rimango di stucco. Quando i nostri uffici della mobilità hanno contattato la Soprintendenza per chiedere di ripristinare i vecchi stalli, avevano dato l'ok. Ora si tirano indietro». Ma solo per quelli delle moto, anche se Vincenzo Tinè ha evidenziato che sono un po' troppi. «Guardi che in fondo a via IV Novembre una volta c'erano già i posteggi per le macchine e nel collo d'oca pure. Due posti per i bus, per giunta a rotazione, e una sosta di un quarto d'ora danno fastidio? Non vedo che problemi di smog possano dare. Forse, potrebbero coprire i monumenti, ma questa è un altro problema. Siamo disposti a spostarli di qualche metro. Ripeto, siamo pronti a qualsiasi soluzione, ma vogliamo capire bene il perché di questo secco no da parte della Soprintendenza davanti all'esigenza di riportare il turismo a Genova e ridare linfa commerciale a una zona che sta soffrendo». «Genova è una città sorprendente per la varietà dell'offerta culturale ha sottolineato l'assessora alla cultura Elisa Serafini , il museo Chiossone che conserva in villetta di Negro uno dei più ricchi patrimoni di arte giapponese e orientale del mondo, ed è un'eccellenza che intendiamo valorizzare promuovendolo anche all'estero». Balleari sottolinea che il problema posteggi è pesante in centro e sono 138 mila gli scooter a Genova. «Prendiamo il caso di piazza Dante. I posti ufficiali sono 336, ma ogni giorno ce ne sono più di 500. La gente deve potersi muovere e noi dobbiamo trovare come farglielo fare perché una città senza mobilità si spegne. Stiamo lavorando per creare degli stalli nella galleria di via Ippolito d'Aste, attendiamo il parere dei vigili del fuoco per ché ovviamente dobbiamo rispettare delle prescrizioni per quanto riguarda la sicurezza. Stiamo studiando altre soluzioni che presto verranno comunicate. Non è semplice, lo spazio in centro è quello che è, ma non possiamo neppure accettare che la gente sia costretta a lasciare, per esempio, le moto una sopra l'altra perché non sa dove metterla. Per ora la polizia municipale sta chiudendo un occhio e sorvola su certe situazioni, ma quando il piano mobilità sarà operativo, allora niente sconti ». In aiuto di Balleari arriva l'assessora al commercio Paola Bordilli. «Quei posteggi dei bus sono il collegamento ideale tra il centro con le sue belle vie dello shopping e il centro storico. Un'opportunità unica per unire i percorsi turistici della città».