«LA MEMORIA di Torino città 'murata' si è persa nel tempo, intendiamo recuperarla». La direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella anticipa così il grosso intervento di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza che sta per partire sull'intero perimetro delle mura seicentesche che circondano i Giardini Reali, da corso Regina Margherita all'Auditorium Rai di via Rossini. Sono 1.500 metri lineari, e 3.700 metri quadrati di superficie, che verranno ripuliti e liberati dalle erbacce e piante infestanti accumulatesi negli anni, che impediscono la vista degli antichi mattoni. Il cantiere, che partirà entro la fine di settembre, durerà circa 6 mesi e sarà finanziato con un milione di euro proveniente dai fondi Cipe per lo sviluppo. È il primo progetto di un programma a lungo termine per la valorizzazione dei Giardini Reali "bassi" che coinvolge il Comune e il ministero per i Beni culturali, approvato alla fine del 2015. In futuro dovrebbero essere realizzate tra l'altro piste ciclabili e aree gioco per i bambini, ma si inizia per ora dalla manutenzione. Questa fase dovrebbe preparare al restauro vero e proprio, che riguarderà anche le costruzioni dei bastioni Verde e San Maurizio. «Le mura sono proprietà del demanio, per questo la città ha firmato una convenzione con i Musei Reali che riguarderà più lotti: quello che sta per partire è il primo. Conclusa in questi giorni la gara di affidamento del cantiere, stiamo completando la documentazione in modo da iniziare i lavori entro la fine di settembre dice l'architetto Rosalba Stura, dirigente degli Edifici per la cultura del Comune, che affiancherà nella direzione dei lavori il responsabile del progetto Gennaro Miccio, segretario regionale del Mibact. Sono previste tranche successive di interventi, per ora non ancora definite». L'intervento rientra anche nel riordino dei Giardini, promosso dai Musei Reali. «Queste sono le fortificazioni che difendevano la città e ad essa vogliamo restituirle. La valorizzazione riguarda un'area verde marginale nella vita urbana, che deve essere rigenerata aggiunge Enrica Pagella. Si dovrà eliminare il verde che si è aggrappato alle antiche mura, in modo da potere realizzare il rilievo architettonico che permetterà il ripristino delle strutture. Questo sarà il prossimo capitolo ». Pagella spiega che i fondi Cipe saranno sufficienti solo per la prima tranche di lavori, mentre per il restauro vero e proprio occorrerà reperire altri finanziamenti. Serviranno anche per dare un assetto definitivo, e una funzione, ai due bastioni che si trovano lungo le mura. Il primo impianto dei Giardini Reali risale all'epoca di Emanuele Filiberto, che nel 1559 trasferì la capitale del ducato sabaudo da Chambéry a Torino. Nel 1584 il Giardino fu ristrutturato e sul bastione degli Angeli fu edificato il Garittone, l'attuale Bastion Verde. Nel 1673, con il tracciato delle nuove fortificazioni volute da Carlo Emanuele II e progettate da Amedeo di Castellamonte, lo spazio quadrato del "Giardino Bastion Verde" si allargò fino a includere il Bastione San Maurizio, che corrisponde all'ultima piattaforma del fronte difensivo settentrionale: è raffigurato nei disegni dell'epoca come un baluardo di forma pentagonale, il cui inserimento nella cortina delle mura coincide con quello che è ancora l'assetto dei resti conservati nei Giardini Reali.