La precisazione di Urbani: al massimo si tratterà di concessione «Fuori i mercanti dal tempio»: lo scandisce a gran voce il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, ospite ieri del convegno L'impresa fra cultura e comunicazione organizzato dall'associazione Civita presieduta da Antonio Maccanico. «Una precisazione dovuta - spiega Urbani - visto che proseguono le incomprensioni. La necessità di conferire alla Patrimonio Spa l'incarico di dismettere i beni demaniali non riguarderà certo il patrimonio culturale: è la stessa Costituzione a garantirne la tutela. Il nuovo Testo Unico sui beni culturali, poi, recepirà fin dall'articolo 1 i limiti alla vendita, già fissati nel Duemila con decreto del presidente della Repubblica. Eppoi non di cessione si tratterà, ma di concessione, ad esempio delle attività della biglietteria: il soprintendente rimarrà proprietario e tutore del bene». Al ministro ha replicato Mauro Bulgarelli dei Verdi: «Urbani vuole forse procedere a un affitto?». L'ex ministro Giovanna Melandri (Ds) ha rilanciato: «Se finalmente Urbani ha aperto gli occhi, deve allora ottenere che il governo congeli l'attività di Patrimonio Spa fino a quando il Testo Unico formalizzerà la tutela». Franco Bernabè, presidente della Biennale di Venezia, ha annunciato una revisione dello Statuto della Biennale, in accordo con il ministero: «Occorre ancora tempo. Per ora si sta pensando a una formula associativa fra privati». Dal convegno è anche emerso che l'86 delle imprese italiane ritiene importante l'investimento culturale, per il ritorno di immagine, mentre il 58 ha già sostenuto iniziative di questo tipo. Solo nel 29,7 dei casi, però, le iniziative sono nate internamente all'azienda . C'è ancora molta strada da percorrere, insomma, perché il ponte con la cultura diventi una filosofia d'impresa, come già accade all'estero.
I beni culturali non si vendono
Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha precisato che la Patrimonio Spa non avrà il potere di dismettere i beni demaniali, ma solo di concedere l'uso di questi beni. Urbani ha spiegato che la Costituzione garantisce la tutela del patrimonio culturale e che il nuovo Testo Unico sui beni culturali recepirà i limiti alla vendita fissati nel 2000. Il ministro ha anche affermato che l'attività di Patrimonio Spa non sarà di cessione, ma di concessione. Alcuni hanno criticato Urbani, affermando che vuole procedere a un affitto o che il governo dovrebbe congelare l'attività di Patrimonio Spa fino a quando il Testo Unico formalizzerà la tutela.
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