LA RELAZIONE tecnica dei vigili del fuoco sulle cause del rogo che ha devastato il sito archeologico di Faragola, ad Ascoli Satriano, è attesa per dopodomani. La Procura di Foggia ha aperto un fascicolo di indagine, a carico di ignoti, per individuare eventuali responsabilità nell'incendio che ha compromesso il sito, una villa nobiliare di epoca romana e tardo- antica (l'insediamento risale al IV-VI secolo dopo Cristo). Le indagini, coordinate dalla pm Laura Guidotti, sono condotte dai carabinieri, che non confermano al momento l'origine dolosa del rogo. Secondo indiscrezioni la telecamera di una azienda della zona avrebbe ripreso il passaggio e la sosta di un'autovettura poco prima dell'avvio delle fiamme. Nel sito sono cominciate le operazioni di bonifica, che permetteranno di concludere gli accertamenti tecnici alla ricerca di tracce di idrocarburi. Ad Ascoli Satrianosi lavora per salvare il salvabile: il primo passaggio sarà quello di rimuovere le macerie e istallare una copertura temporanea per evitare che agenti atmosferici e intemperie possano ulteriormente danneggiare il sito. Basterebbe un acquazzone per trasformare in calce viva le tessere dei già compromessi mosaici. Per questo sono al lavoro i tecnici della soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio Bat-Foggia: procederanno alla pulizia delle superfici per effettuare una operazione di velatura. In sostanza, si applicheranno strati di garze sui mosaici per bloccare le tessere nello stato attuale. Più complesso il recupero dei marmi, cotti per le elevate temperature cui sono stati esposti: bisognerà ricorrere a componenti chimici per evitare che si sfaldino. Si tratta di operazioni complesse per le quali ci vorranno tempo e soldi: almeno 500mila euro per sostenere i lavori e un anno per completarli. Purtroppo il sito archeologico non ha un sistema di videosorveglianza né di impianto anticendio: si tratta di misure che sarebbero state adottate a breve nell'ambito del completamento dei lavori del terzo lotto, in dirittura d'arrivo nel 2018.