Il direttore e l'addio agli Uffizi: «In Italia tanti freni, non posso neanche scegliere il mio staff» Innanzitutto il tempo: «Sono stato invitato dal Ministero austriaco a candidarmi alla guida del Kunsthistorisches Museum di Vienna, dopo la sentenza del Tar che ha bloccato la nomina di alcuni direttori dei musei autonomi italiani. Molto dopo», dice. Eike Schmidt a 24 ore dall'annuncio che tra due anni lascerà la guida degli Uffizi ribadisce che si trasferirà perché ritiene questo passaggio positivo, e non solo per la sua carriera. Ma i tempi sono tempi, la sua affermazione spiazza. Davanti a un caffé in via della Ninna (lui lo prende doppio, «perché dice ho ancora tanto lavoro da fare») lo invitiamo a parlare della vicenda che in questi giorno ha fatto di nuovo parlare della riforma Franceschini sui Beni Culturali. «Quella sentenza (che bloccava alcune nomine per via della scelta di personalità non italiane, ndr ), ha amareggiato molti. E guardi non parlo per me. Io non sono stato toccato da quel pronunciamento. Ma i colleghi di Mantova, Napoli, Taranto, Reggio Calabria e Modena sì. Sono stati bloccati mesi di lavoro e progettazione. È stato uno choc. Una parte d'Italia ha frenato questa riforma». Non è l'unica questione aperta, quella tra il direttore tedesco e l'Italia, ci sono altri elementi da tenere in considerazione per capire la sua scelta. Se è vero che Franceschini ha avviato l'autonomia dei 20 musei più grandi d'Italia è vero anche che la riforma, come spiega lo stesso Schmidt, è rimasta mutilata. «Sul personale non sono io, in quanto museo, a bandire un concorso. Non posso neanche assumere o scegliere collaboratori statali». I concorsi sono banditi al livello centrale. Oggi in pianta organica gli Uffizi hanno 420 persone più altre 60 unità assunte dall'Ales (la società dei Beni Culturali che assorbe anche personale da altre istituzioni culturali, come è accaduto per il Maggio musicale fiorentino) e lo mette a disposizione di altre istituzioni di sua competenza. «Queste 60 persone sono pagate direttamente da noi, con un surplus di circa il 20 per cento perché, trattandosi di una società in house dobbiamo pagare anche l'Iva» spiega il direttore. A conti fatti se avesse ottenuto un bando di concorso per avere queste 60 unità in più Schmidt avrebbe risparmiato 60 stipendi maggiorati dell'Iva. Ma, attenzione, non è neanche questa la ricetta che lui suggerisce. E qui si ritorna alla questione delle questioni. L'autonomia che c'è ma è parziale. Una questione non da poco. Anche se lui aggiunge: «Guardi l'autonomia è un processo. Si fa nel tempo. È normale che sia così. Per me essere qui agli Uffizi e gestire questo processo è un'opportunità grandissima. Altrimenti non mi avrebbero cercato da Vienna. Per esempio uno dei progetti su cui si vedranno di più gli effetti dell'autonomia è il restauro botanico di Boboli. Facciamo tutto con soldi privati (i due milioni di euro pagati da Gucci per sfilare a Palazzo Pitti, ndr) . E però i risultati di questo intervento che finirà entro i prossimi due anni che io trascorrerò qui, si vedranno in parte subito e in parte nel tempo, anche fra 80 anni. Un risultato di cui usufruiranno i nostri nipoti». Esempio chiarificatore ma che ne chiama in causa un altro. Il grande progetto di Schmidt è la riapertura del Corridoio Vasariano, col camminamento da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti percorribile per intero. E dati i tempi necessari per i lavori potrebbe accadere che non sia lui a tagliare il nastro. «Io penso che ce la farò, sennò spero che mi inviteranno» dice ridendo. «Adesso aggiunge abbiamo concluso la progettazione. Entro l'anno metteremo a bando i lavori, perché non è stato possibile inserire questi interventi, come fossero una variante del progetto dei Nuovi Uffizi. Questo allunga un po' i tempi, ma noi ci siamo attenuti a un parere legale, non si poteva fare altrimenti». E considerato che si tratterà di fare un bando europeo e che potrebbero esserci ricorsi o contro ricorsi chissà quando tutto sarà pronto. Malgrado tutto Schmidt si mostra ottimista, è grato ai suoi collaboratori più stretti «senza cui non avrei potuto fare gran parte delle cose fatte» e aggiunge «Il museo che andrò a dirigere ha una collezione che va dal Medioevo al '900, con sezioni sugli strumenti musicali, l'arte applicata, e l'etnologia. È più ricca del Metropolitan di New York, per me è una grande occasione, ci sono tutte le collezioni degli imperatori del Sacro Romano Impero. Immagini la collezione di Palazzo Pitti, ma molto più grande. E poi spero ci sia una proficua collaborazione tra il Kunsthistorisches Museum e gli Uffizi». Durante la nostra chiacchierata ha solo un cedimento. È un attimo in cui parliamo di Vienna, di distacchi e di scelte. Soprattutto quando si sofferma a parlare di alcuni collaboratori: «Penso a quelli della seconda fascia, penso agli assistenti in sala, gente che si sacrifica e difende il patrimonio degli Uffizi come fosse il proprio, e senza di loro non potremmo combinare niente». Parla anche degli storici dell'arte, tra i quali ci saranno anche quelli che a luglio hanno approvato un documento contro di lui in cui lamentavano di essere stati esautorati. «Li capisco, hanno cambiato ruolo, prima erano definiti direttori di dipartimento, ora sono ritornati ad essere funzionari, come da mansionario. Ma questo risulta direttamente da una norma ministeriale del 2014, ovvero prima del mio arrivo a Firenze. Comunque quella lettera nella mia scelta ha inciso per lo 0». Poi una considerazione, quando gli diciamo se non teme che avendo già firmato altrove per i prossimi due anni sarà un direttore «dimezzato». «No. Farò tutto quello che mi sono prefissato di fare. Sarebbe stato più facile dirlo sei mesi prima della scadenza. Ma Vienna ha preferito così. Loro sono abituati a muoversi con largo anticipo.»
Corriere della Sera
3 Settembre 2017
Firenze, Uffizi. Schmidt: una riforma mutilata
CH
Chiara Dino
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 9 Feb 2007
Italia, il boom degli "alberghi diffusi", così l'antico borgo diventa hotel
Corriere della Sera · 24 Set 2008
FIRENZE - David, nessun allarme No, io confermo tutto
Corriere della Sera · 4 Mar 2009
Louvre, deriva mercantile No, evoluzione inevitabile
Corriere della Sera · 18 Giu 2009
RESTAURI - Gel a regola d'arte
Corriere della Sera · 28 Nov 2009
FIRENZE - L'intervista Parla Elisabetta Fabbri, l'architetto nominato per seguire il cantiere
Corriere della Sera · 13 Mar 2010
Auditorium di Firenze. L'architetto: giudici condizionati. Fabbri: ma i lavori vanno avanti
Corriere della Sera · 8 Ott 2010
Uffizi, Bondi pronto a chiudere il piazzale
Corriere della Sera · 10 Nov 2010
Florens 2010. Rampello Abbiamo un modello, è il Rinascimento Impresa e arte insieme
Corriere della Sera · 13 Nov 2010
FIRENZE - La tentazione numero chius: come frenare i flussi turistici
Corriere della Sera · 16 Nov 2010
Firenze. La terza vita del Duomo. Con l'altro David, ogni anno
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
L'Espresso · 8 Feb 2019
Miracolo a Reggio. Bronzi, la rivincita
Corriere della Sera · 3 Feb 2016
Corporazioni, male di Venezia. Italia nostra, riappello all'Unesco
Corriere della Sera · 2 Feb 2017
Il privato spauracchio della nostra cultura
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
La piramide di Piano. Nasce dopo 15 anni il Museo di Harvard
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
Corriere della Sera · 3 Feb 2018
Firenze. Studenti-Guida, l'arte secondo loro
Fonte non specificata · 4 Set 2015
Walters Art Museum curator named director of major museum in Italy
Il Giornale dell'Arte · 4 Set 2015
L'arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi
napoli.fanpage.it · 4 Set 2015
NAPOLI-La Soprintendenza non paga le bollette: l'Enel stacca la luce a Palazzo Reale
www.udinetoday.it · 4 Set 2015
UDINE-Un sistema di video sorveglianza per i siti archeologici sommersi: il progetto parte da Udine
la Repubblica · 5 Set 2015
Il regista russo Aleksandr Sokurov: "Distruggere siti archelogici è pura bestialità"
la Repubblica · 5 Set 2015
Via Appia, un appello per far rivivere la Regina delle strade
la Repubblica · 4 Set 2015
Il Memoriale italiano di Auschwitz sarà smontato e portato a Firenze
la Repubblica · 4 Set 2015
TORINO - Gam, la biblioteca riapre
la Repubblica · 4 Set 2015
MEZZOGIORNO,IL TEMPO È SCADUTO
la Repubblica · 4 Set 2015
GENERAZIONE ERASMUS
Il Fatto Quotidiano · 6 Set 2015
Cantone boccia l'Alta velocità sotto Firenze: tangenti e mafia
la Repubblica · 5 Set 2015
NAPOLI - Lungomare, ecco il progetto per la riqualificazione
Gazzetta di Modena · 4 Set 2015
Salvataggio del Palabam Vogliamo ridurre i costi
il Centro · 5 Set 2015
SULMONA - Cultura e turismo firmato l'accordo Regione-Comune