«Il progetto del museo della laguna è molto interessante. Siamo al lavoro per trovare le risorse». Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini trova lo spazio nella sua visita in laguna per un colloquio con i volontari di Archeoclub. Da molti anni garantiscono la vita del Lazzaretto Nuovo, ex isola abbandonata divenuta un centro culturale e di ricerche archeologiche. Adesso la custodia dei reperti e delle strutture del Lazzaretto Vecchio, l'isola a due passi dal Lido restaurata qualche anno fa dal Magistrato alle Acque che quest'anno ospiterà anche i film della Biennale.È proprio il presidente Paolo Baratta ad accompagnare il ministro in visita al Lazzaretto. Un tempo mirabile esempio della politica sanitaria della Repubblica Serenissima, dove i sospetti di peste e le merci provenienti dall'Oriente venivano messi in quarantena.Baratta illustra il suo progetto per fare di alcuni padiglioni dell'isola un laboratorio di produzione per il cinema. Idea che non contrasta affatto con quella del Museo della laguna, già pronta e approvata da molti governi. «Il ministro ci ha ascoltato con attenzione ed è stato molto cordiale», dice soddisfatto il presidente di Archeoclub Girolamo Fazzini, «gli abbiamo spiegato le nostre attività, come la custodia dei reperti archeologici, i campi di studio e le visite guidate che facciamo da anni. Ci è parso molto interessato».Conclusione di una giornata molto densa di contatti sulle questioni veneziane. Il sindaco Luigi Brugnaro aveva incontrato per 15 minuti il presidente Mattarella in una sala dell'hotel Gritti. «Ringraziamo il presidente», dice il sindaco al termine della visita, «perché dimostra un'attenzione specifica per la nostra città. Noi ci siamo messi a disposizione per renderla più bella e più sicura. Siamo certi che unendo le forze arriveranno gli investimenti e dunque lavoro per i nostri giovani».Di investimenti Brugnaro ha parlato anche con il ministro dell'Economia Piercarlo Padoan durante la visita ai Padiglioni della Biennale. Le ha parlato di finanziamenti necessari alla città di Venezia? Chiedono al ministro. «Sì», risponde lui. La risposta? «In questo momento non posso dare risposte». Brugnaro torna alla carica e parla anche con Franceschini dei beni demaniali, dell'isola di Poveglia. Un suo progetto di farne un centro di ricerca alimentare era stato accantonato dopo l' elezione a sindaco. Ma nemmeno il progetto alternativo del comitato era andato in porto. E l'isola è ancora lì, splendida e cadente.Il sindaco chiede al ministro come fare per ottenere dal Demanio altre ricchezze che potrebbero essere restaurate, dice, «e utilizzate per creare lavoro». A un certo punto l'accesso si restringe. «State indietro», ammonisce un poliziotto della scorta per proteggere la privacy del presidente e del suo seguito. «Mi so el sindaco», dice Brugnaro, sciogliendo la tensione, «devo passare». Si parla anche di grandi temi turismo, le grandi navi che continuano a passare per il bacino San Marco. La prende con prudenze il ministro, che più volte in visita a Venezia aveva annunciato la scelta dell'alternativa come imminente.«Ma ci sta lavorando il ministro Delrio», precisa, «quando il progetto sarà pronto convocheremo il Comitatone. Prima non ha senso».La tanto attesa riunione del Comitatone dunque slitta ancora. Un vertice importante. Perché oltre che di grandi navi e di tracciati alternativi si dovrà parlare anche della distribuzione di finanziamenti e delle competenze sulle acque lagunari e del Magistrato alle Acque, sulle bricole e sul Mose.