IL CASO ULTIMATUM DAL PARCO DEL COLOSSEO. MA PER GLI ORGANIZZATORI "IL PROGETTO NON È FINITO" ROMA. Una data il 15 settembre e una fideiussione da 100mila euro, oltre alla volontà politica di far sparire il mega palco dal Palatino. Da questi tre punti passa l'operazione rimozione della struttura alta 36 metri per il musical flop Divo Nerone. Il termine del 15 settembre è quello deciso dalla direzione del Parco archeologico del Colosseo e dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, e verrà indicato alla Nero Divine Ventures, che produce l'opera rock, per iniziare a restituire al Palatino l'originario splendore. Se quel termine non verrà rispettato, scatterà il piano B, con l'escussione della fideiussione da parte della Soprintendenza che ancora tiene i cordoni della borsa, anche dopo la sentenza del Consiglio di Stato che il 24 luglio scorso ha validato la riforma Franceschini da cui è nato il Parco archeologico. La direttrice ad interim del parco Federica Galloni ieri, dopo l'articolo di Repubblica che sollevava la questione dell'ecomostro sul Palatino, ha spiegato: «Rimuovere il palco è una priorità. Se la Nero Divine non accoglierà la nostra richiesta, provvederemo noi e poi loro ne pagheranno i costi». «Speriamo non sia necessario arrivare alla rimozione in danno, grazie ad accordi che stiamo cercando con i fornitori. La settimana prossima incontreremo la Soprintendenza, ma per noi il progetto Divo Nerone non è finito», rilancia Cristian Casella, ad della Nero Divine Ventures, di cui Lazio Innova detiene l'11. La quota rientra nel discorso dell'investimento da un milione e 50mila euro che la società controllata dalla Regione Lazio ha versato alla produzione del musical. Soldi finiti al centro di un'altra querelle a colpi di deduzioni e controdeduzioni, dopo che Lazio Innova ne aveva chiesto la restituzione entro il mese di agosto. Ma il termine non è stato rispettato, così come ancora attendono di essere pagati 106 tra attori, figuranti, acrobati e maestranze dell'opera rock che puntava ad avere 81 repliche sul Palatino e invece ne ha vissute solo 11. Alcune delle quali davanti a 30 spettatori nella platea che poteva contare tremila posti. Anche quelle tribune andranno smontate.