A Canne della Battaglia un gruppo di 18 studiosi è tornato indietro perché il parco, appena restaurato, è aperto soltanto dal giovedì alla domenica. Carenza di dipendenti in tutta la regione I tesori di Puglia sono visitabili dai turisti soltanto part time. Nei musei e nei siti archeologici manca il personale e le strutture sono costrette a ridurre giorni e orari degli ingressi. Come accaduto a 18 studiosi italo-australiani arrivati martedì 29 agosto a Barletta per visitare l'Antiquarium e il Parco archeologico di Canne della Battaglia. Il gruppo ha dovuto modificare il tour perché il sito è aperto soltanto dal giovedì alla domenica. "Sono andati via e sono dovuti tornare due dopo giorni per finalmente visitare il Parco ", racconta il direttore dell'Hotel dei Cavalieri (che li ha ospitati), Giuseppe Distaso, il quale ha denunciato la scarsa promozione e gestione del territorio. "Se non avessero avuto tutto questo interesse li avremmo persi", dice amareggiato. A Canne della Battaglia, come conferma la direttrice Miranda Carrieri, lavorano cinque assistenti alla fruizione e vigilanza che riescono a garantire l'apertura soltanto quattro giorni su sette, per nove ore. "Due di loro sono a tempo determinato, siamo riusciti a strapparli al ministero dei Beni culturali attraverso la sua società in house Ales-Arte lavoro e servizi spa, ma a ottobre andranno via". Il Parco ha riaperto a maggio dopo un restauro costato un milione 400mila euro, finanziati con fondi Cipe dalla Regione Puglia, mentre l'Antiquarium ha riaperto i battenti il 2 agosto, giorno in cui ricorre la storica battaglia fra i cartaginesi e romani. Il giorno di Ferragosto, in cui era prevista un'apertura straordinaria, nonostante le temperature elevate sono stati 219 i visitatori che hanno percorso il sito e apprezzato la nuova sala multimediale. A fuoco incrociato sia la direttrice sia i sindacati Fp Cgil stanno predisponendo una nota da inviare al ministro Dario Franceschini per una proroga dei contratti. "È comunque un pannicello caldo, serve un piano occupazionale serio", spiega il referente sindacale per la Bat, Luigi Marzano. E se la Puglia nell'estate 2017 ha gioito per il boom di fatturato e turisti, tra matrimoni extralusso e presenze importanti come quella della popstar Madonna, il turismo culturale non ne ha potuto godere. Nei musei e nei siti archeologici il personale è carente ovunque e si lavora a giorni alterni. Stando alla dotazione organica decisa con decreto ministeriale nel 2016, e già tagliata dalla precedente, gli assistenti alla fruizione e vigilanza dovrebbero essere 121, distribuiti fra i 13 siti regionali gestiti dal Mibact. "Rispetto a questi numeri già risicati - spiega il coordinatore Fp Cgil Puglia dei beni culturali, Matteo Scagliarini - siamo sotto di un 30 per cento, con il personale effettivo di operatori che ne conta 92". Scagliarini riflette poi sulle conseguenze del turnover. "La media dei dipendenti è di 58-59 anni. E questo vuol dire che bisogna far presto con le nuove assunzioni", spiega. Intanto i 13 siti, precisa Scagliarini, non possono rispettare l'accesso ai turisti previsto dall'accordo nazionale di produttività, firmato nel 2001 da ministero e sindacati, che prevede l'apertura delle strutture sei giorni su sette per 11 ore su 24. "A Copertino - chiarisce ancora il coordinatore - l'apertura del castello è prevista soltanto la mattina. E nei giorni festivi resta chiuso. Sono solo quattro le unità di personale". Al Museo Jatta di Ruvo di Puglia la situazione sarebbe al limite della chiusura: vi lavorano tre operatori, due dei quali andranno in pensione il prossimo anno. Al castello di Gioia del Colle operano cinque assistenti, al Parco di Monte Sannace addirittura due. "E quando ci consegneranno il castello svevo di Bari, non sapremo come fare perché non potremo garantire la gestione in sicurezza del primo piano", conclude Scagliarini.