Oggi sopralluogo. «Danni da quantificare». Il vento di ponente ha graziato i reperti antichi. Il vento di ponente ha evitato che la mano di uno o più piromani distruggesse secoli di storia emersi dopo gli scavi del secolo scorso. Dal mare al sito archeologico, è stato questo il passaggio del direttore del museo Ennio Turco perché da Manfria dove si trovava in compagnia della famiglia ha visto la nube nera che si elevava da Piano Notaro. Facile immaginare che era a ridosso dell'area archeologica delle Mura Timoleontee chiuse ad agosto perché non ci sono custodi. È amareggiato Ennio Turco, il direttore del parco archeologico, in pochi minuti poteva passare alla storia per il disastro che qualche piromane ha cercato di portare a segno. Tre focolai, uno nei pressi dell'opificio Maretta, il secondo nel grande piazzale in cui fino allo scorso anno si sono svolti gli spettacoli, il terzo ad ovest del sito archeologico. In pratica le Mura Timoleontee minacciate dal fuoco. Subito sono stati aperti i cancelli della struttura archeologica e in città sono giunti i vigili del fuoco no solo del distaccamento di Gela, ma anche di Caltanissetta e Mussomeli, oltre alla ProCivis giunta con le autobotti. Incendiate le coperture, ormai vetuste, degli ambienti in pietra. «I danni li quantizzerebbero domani (oggi, ndr) dopo un sopralluogo scientifico - afferma Turco - siamo al capolinea, mi auguro che chi ha agito lo abbia fatto perché inconsapevole dei danni che avrebbe potuto recare, altrimenti sarebbe un disastro della società». È disgustato Turco, un turismo che non riesce a decollare in città, un gioco al massacro con richieste di finanziamento alla Regione per ripulire le aree archeologiche, somme sempre più esigue e una lotta continua contro chi, nell'ultima domenica d'estate, ha rischiato di cancellare col fuoco le Mura Timoleontee. Fortunatamente non c'è riuscito. Ma i problemi restano anche al di là dei danni dell'incendio. Sul nostro giornale avevamo rivelato la chiusura al pubblico del sito, a causa dell'indisponibilità dei custodi. Il biglietto di 4 euro copre la visita al museo, alla vicina acropoli e alle Mura di Caposoprano. Dove invece ad agosto i visitatori vengono accolti dal cancello chiuso senza neanche un cartello di avviso. Una ventina di custodi in servizio, ne servono 15 per i turni diurni e notturni al museo e la giornata di riposo prevista da contratto, Basta che più di due vadano in ferie e salta la custodia a Caposoprano. E divampano gli incendi.
GELA - Sito chiuso ad agosto perché senza custodi La rabbia del direttore Siamo al capolinea.
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