SOVANA Una nuova esposizione inaugurata sabato al Museo di San Mamiliano di Sovana accende i riflettori sull'omonimo tesoro e sull'opportunità di esporlo e valorizzarlo nella sua interezza proprio laddove è stato scoperto nel 2004. A sollevare il caso la sindaca di Sorano Carla Benocci che sabato ha partecipato all'inaugurazione della mostra "L'arte della guerra nell'ultimo periodo dell'Impero Romano: le battaglie, gli eserciti, le uniformi" curata dal professor Ugo Barlozzetti. Nel suo intervento la sindaca di Sorano ha rinnovato l'appello al ministero dei Beni culturali e alla Regione Toscana perché il tesoro sia riunificato in un'unica sede, quel Museo di San Mamiliano che al momento ospita solo una parte delle monete d'oro trovate sotto il pavimento della ex chiesa di piazza del Pretorio nel cuore di Sovana. «Vanno riportati qui tutti i 498 soldi aurei del V secolo che costituiscono un tesoro di alto valore storico e culturale - dice - Ministero e Regione collaborino con noi perché l'intero tesoro sia esposto a Sovana a beneficio di studiosi e visitatori. Non si vede perché, dopo la realizzazione ad hoc del Museo di San Mamiliano il tesoro debba rimanere diviso, con la parte che è a Firenze e che non è neppure esposta al pubblico, mentre il nostro Comune fa sacrifici per tenere aperti San Mamiliano e gli altri siti che fanno parte del Parco archeologico della città del tufo». Tra l'altro, proprio la natura stessa del Museo di San Mamiliano è cambiata in ragione dell'eccezionale ritrovamento archeologico del 2004. «Inizialmente - ricorda la sindaca - la chiesa di San Mamiliano doveva ospitare il museo etrusco. Poi durante gli scavi legati ai lavori per il recupero strutturale e la trasformazione della chiesa in contenitore museale è avvenuto il ritrovamento del tesoro». Così, in accordo tra le Soprintendenze competenti e il Comune il nuovo museo di San Mamiliano è stato dedicato ad accogliere le testimonianze della Sovana romana, con una parte dello scavo lasciata a vista. Ma non tutto il tesoro è lì dove è stato ritrovato. «L'anno scorso per un'altra esposizione abbiamo avuto temporaneamente un'altra parte del tesoro - dice Benocci - ma l'obiettivo, e non solo da ora, è poterlo ospitare nella sua interezza. Da qui il senso del mio appello alla inaugurazione della mostra».La mostra, in corso fino al 5 novembre, è organizzata dal Comune con l'apporto dell'Associazione Modellistica e Storia DLF Pontassieve, dell'Associazione Fiorentina Battaglie in Scala e dell'Associazione Sovana Aperta e con la collaborazione della Cooperativa Zoe e mette in relazione le monete d'oro del tesoro e la storia militare del periodo.