I FASCIATOI non solo nei bar e nei locali, come auspica la sindaca Chiara Appendino, quando parla di città "baby friendly". Ma anche nei musei e nei centri culturali torinesi. In molti casi i servizi di accoglienza per le mamme con figli piccoli sono già realtà: addirittura, al museo del Cinema o al Castello di Rivoli, per limitarsi a due esempi, esistono sale "relax" utilizzabili per allattare. Ma ora l'amministrazione comunale alza il tiro. L'obiettivo è far diventare tutti i musei a misura di famiglie e bambini. E non solo con la collocazione di fasciatoi, scalda biberon o locali dedicati alle mamme, ma anche con percorsi di visita pensati appositamente per i piccolissimi, sconti per le giovani famiglie, fasce orarie dedicate. Il tutto certificato da un bollino: "Nati con la cultura". Per questo la fondazione Medicina a misura di donna, con l'associazione Abbonamento Musei hanno realizzato un decalogo per i musei che vogliono essere a misura di famiglie e bambini. «L'obiettivo chiarisce l'assessora alla Cultura, Francesca Leon è portare e riportare le famiglie nei musei, perché chi ha figli sa che ci sono momenti in cui si pensa che non si possa più uscire di casa, invece bisogna fare in modo che tutti i luoghi di cultura siano accoglienti. E mentre ci sono alcuni che già lo sono, occorre che tutti recepiscano l'obiettivo, per generare un effetto moltiplicatore». Ma quali caratteristiche deve avere un museo, come si dice, "family friendly", cioè amico delle famiglie con bambini da 0 a 6 anni? L'associazione Abbonamento Musei e l'Osservatorio culturale del Piemonte hanno promosso una ricerca, partendo dall'analisi dei servizi esistenti, e sono arrivati a partorire un decalogo del museo a misura di bambino. E i musei che raggiungeranno i requisiti e accoglieranno le famiglie con il "Passaporto culturale" (che dà la possibilità ai nuovi nati e alle loro mamme di visitare gratuitamente mostre e collezioni) potranno avvalersi della certificazione "Nati con la Cultura". Una specie di bollino, o di patente che renderà riconoscibile all'esterno i servizi d'accoglienza di ciascuna istituzione. Del resto, secondo Giorgio Pulini, animatore del mensile "Giovani Genitori", e promotore con l'amministrazione comunale dell'idea di comunicare Torino come città a misura di famiglia, «dal punto di vista turistico potrebbe rappresentare una risorsa: un asse turistico preciso per la città, così come la città vegan friendly o lgbt friendly. Certo non si tratta di limitarsi ai fasciatoi, ma, per esempio, di segnalare su una mappa i luoghi dove poter allattare e gli altri servizi per le famiglie con figli piccoli».