ISCHIA. Sono entrati nella sede del Comune reso inagibile dal sisma di lunedì per portare via documenti e atti pubblici. Faldoni dove i carabinieri sperano di trovare la verità sugli edifici venuti giù nella parte alta di Casamicciola a Ischia. La Procura ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. A condurre l'inchiesta i pm Michele Caroppoli e Maria Teresa Orlando, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. I carabinieri, accompagnati dai vigili del fuoco, hanno portato via documenti relativi alle richieste di condono, che sull'isola sono migliaia, rimaste per lo più senza una risposta. L'ex hotel che ospita il Municipio è stato dichiarato inagibile da martedì, ma all'interno hanno continuato ad accedere, dall'entrata laterale dell'ufficio Anagrafe, dipendenti comunali e utenti, passando tra calcinacci, ma anche tra documenti abbandonati sulle scrivanie e negli scaffali. Atti a portata di tutti, insomma. E ieri, autorizzati dai vigili del fuoco, alcuni operai hanno prelevato timbri, un computer, un fax e una stampante per portarli nell'ex ristorante Capriccio sul lungomare, adibito a sede provvisoria del Comune. Tornando all'inchiesta, all'attenzione degli investigatori anche l'esecuzione di lavori, soprattutto quelli di consolidamento antisismico in strutture che invece hanno riportato lesioni. È il caso delle sei scuole su otto, dichiarate inagibili a Casamicciola e Lacco Ameno. Il caso più scottante, al momento, resta quello del palazzo sbriciolatosi in località La Rita uccidendo la turista Marilena Romanini e seppellendo sotto le macerie tre bambini, salvati dopo un lungo intervento dai vigili del fuoco. Quel che resta dell'edificio è stato sequestrato. Sarà acquisita anche l'intervista rilasciata a Repubblica da Gianni Trani, uno dei proprietari della palazzina crollata e sarà fatto lo stesso con quelle rilasciate alle tv nazionali. Sarà sentito come teste anche Pasquale Migliaccio, un altro dei proprietari della palazzina. Entrambi hanno raccontato di aver presentato istanze di condono: una nell'85 relativa alla costruzione dell'intera sopraelevazione di via Serrato 16, l'altra nel 1994 relativa alla copertura di un terrazza. Ed entrambi hanno ribadito di aver versato gli oneri, ma di non aver mai avuto risposte. A breve i magistrati, potrebbero ascoltare anche gli amministratori pubblici che si sono susseguiti negli anni e i tecnici del Comune. In un altro procedimento, che non ha alcun legame con quanto successo a Ischia in questi giorni è sotto processo il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna per presunti abusi edilizi eseguiti nella sua abitazione a Lacco Ameno. Le contestazioni si riferiscono al periodo tra il 2003 e il 2007, che quindi potrebbero essere prescritti. Il processo è in corso davanti al giudice monocratico. Difeso dall'avvocato Arturo Froio, Castagna ha sempre respinto gli addebiti: «Vicende vecchie, dimostrerò la mia estraneità», dice il sindaco. Sequestrata la palazzina e sequestrata anche la Chiesa di Santa Maria del Suffragio dalla quale si sono staccati un cornicione e altri detriti che hanno ucciso Lina Balestrieri. Ieri in Procura c'è stato un vertice tra magistrati e carabinieri. Potrebbe essere nominato un consulente tecnico, esperto di geofisica, capace di spiegare per quali motivi i danni si sono registrati in un'area limitata dell'isola, in alcune zone di Lacco Ameno, ma soprattutto nella parte alta di Casamicciola. A tal proposito l'Osservatorio vesuviano ha "rilocalizzato gli eventi sismici". Secondo la nuova mappa "l'epicentro della scossa di magnitudo 4.0, in primo tempo dato in mare al largo di punta Imperatore a una profondità di 10 chilometri, poi corretta a 5, ora appare nel territorio del Comune di Casamicciola, così come quella di magnitudo 1.9 registrata all'alba del 23 agosto". Quindi il terremoto, così come comunicato alla Commissione grandi rischi della Protezione civile, ha avuto "ipocentro nel territorio a un chilometro Sud-Ovest di Casamicciola Terme, con profondità di circa 2 chilometri". E intanto da ieri opera a Ischia anche un team della Task force carabinieri "Unite4Heritage" insieme con il Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli. I "Caschi blu della cultura" stanno procedendo alla messa in sicurezza dei beni culturali