DUE BASOLE staccate dalla pavimentazione antica e mandate in frantumi. I vandali tornano a colpire Bari vecchia. Questa volta, però, al centro del blitz dei teppisti finiscono i resti della via Traiana in piazza del Ferrarese. Gli scavi archeologici recintati al centro della piazza erano stati coperti a maggio prima dei festeggiamenti di San Nicola e a fine luglio restituiti alla città. È stato dopo il 20 luglio, assicura il Comune di Bari, che è avvenuto l'atto vandalico: qualcuno è piombato all'interno della recinzione e ha smosso con forza le basole fino a provocarne il distacco dal lastricato. Sono stati ieri i tecnici della ripartizione Lavori pubblici a effettuare un sopralluogo per verificare l'effettivo danno a seguito della segnalazione fatta da alcuni cittadini. E, in effetti, hanno rilevato i tecnici, danno c'è stato. Da non collegare - assicurano - alle operazioni di copertura e di scopertura degli scavi. Proprio per preservare gli scavi dai migliaia di cittadini e pellegrini che avrebbero affollato la piazza dove viene esposta la statua di San Nicola a maggio scorso i resti della via Traiana erano stati coperti: questo perché, a differenza di altri anni, erano già cominciati i lavori di ristrutturazione dell'ex mercato del pesce che, con recinzioni e impalcature, hanno di fatto ristretto lo spazio in piazza del Ferrarese. L'intervento, realizzato dall'impresa proprio impegnata nel cantiere dell'ex mercato del pesce, è stato eseguito secondo le prescrizioni della Soprintendenza con la posa in opera di tessuto sullo scavo, poi riempito di materiale incoerente sino alla quota di calpestio della piazza, ricoperto da un telo impermeabile in Pvc e infine sovrastato da una copertura in tavolato dello spessore di tre centimetri circa. La copertura, rimossa lo scorso 20 luglio, ha restituito il sito archeologico integro alla fruizione dei cittadini. Fino al blitz dei vandali. «Loro rompono e noi aggiustiamo - si stringe nelle spalle l'assessore alle Culture del Comune di Bari Silvio Maselli purtroppo non abbiamo alternative: dobbiamo trasformare il senso cinico dei baresi in senso civico». Impossibile, infatti, montare coperture a protezione dei reperti che rischierebbero di danneggiare il lastricato. «L'unica copertura possibile per mantenere intatta la fruizione degli scavi archeologici sarebbe un vetro - prosegue Maselli - ci avevamo pensato ma la Sovrintendenza non potrebbe mai autorizzarlo perché crea umidità e condensa e produce grossissimi problemi: in tal caso saremmo costretti ogni due-tre mesi a togliere il vetro e pulire con un aggravio di costi, tra pulizia e logistica, impossibile da affrontare. Così l'unica cosa che si può fare è affidarsi alla civiltà». E, quando non c'è, sborsare i soldi per ripristinare i danni fatti. «In questi casi torna in gioco il lavoro di squadra che dobbiamo fare in stretta connessione tra gli assessorati al Welfare, Pubblica istruzione e Culture per educare le nuove generazioni alla bellezza e al rispetto - va avanti l'assessore alle Culture della giunta Decaro - ci vuole tempo, è una battaglia iniziata da anni a Bari che bisogna continuare e che richiede molta pazienza. È questa la nostra sfida positiva a manutenere la città e riportare la storia dove c'è incuria e dimenticanza». In passato a finire nella rete dei vandali era stata la colonna infame di piazza Mercantile sempre a Bari vecchia. Il leone dove una volta venivano esposti alla gogna pubblica i debitori insolventi è stato più volte preso di mira da incivili muniti di penne e pennarelli che hanno imbrattato il monumento. Le scritte fatte persino sul volto della statua sono state successivamente rimosse con un esborso di soldi da parte dell'amministrazione comunale.