Comincia la corsa per poter iniziare i cantieri nei primi mesi del 2018 per l'ex ospedale Estense ma le prossime elezioni potrebbero rimettere tutto in discussione. II 6 settembre le audizioni "L'Officina del futuro", ossia il nome forse non così attrattivo scelto da Comune-Stato-Fondazione per dare sostanza al polo culturale S.Agostino e Palazzo dei Musei (e che non piace a tutti...), si prepara alla stagione autunnale. Il prossimo 6 settembre la Conferenza dei servizi ha fissato le audizioni per i soggetti interessati al progetto dopodiché si entrerà nel vivo dei lavori. Entro Natale, infatti, l'obiettivo è andare in consiglio comunale con la variante urbanistica all'area Sant'Agostino. La prima volta che verrà chiamato in causa il Consiglio, perché incredibilmente i precedenti vertici di Comune, Fondazione Cassa di Risparmio e Stato non avevano previsto un passaggio di questo tipo: un errore politico, corretto solo negli ultimi anni dietro il "pressing" di associazioni come Amici di S.Agostino (molti gli esponenti del Pd) e degli ambientalisti. Nei primi mesi del prossimo anno, inoltre, la Conferenza dei servizi fornirà i permessi a costruire per i due palazzi della cultura, l'ex ospedale Sant'Agostino e il Palazzo dei Musei con il retrostante ex ospedale Estense. Anche qui date certe non ce ne sono. ma si può immaginare che al Sant'Agostino si parta con i cantieri entro fine 2018 mentre già nei primi mesi dell'anno qualche progetto con i denari del ministeriale progetto "Terre Estensi" dovrebbe essere attivato. I prossimi mesi sono dunque importantissimi per un "disegno del centro storico dalla portata storica. Anche se nato molti anni fa su basi edilizie, cui poi si sono associate quelle culturali. Progetto che, occorre dirlo, è appeso alla scadenza del governo nella prossima primavera tanto che al momento nessuno sa se i 70 milioni di euro promessi dal ministro Dario Franceschini arriveranno: finora ne sono giunti "appena" 18 e in primavera ci saranno le elezioni politiche. Ma intanto il progetto prosegue e tutti possono rendersi conto di come dovrebbe essere guardando un documento da poco disponibile. E' allegato a una delibera di giunta attualmente presente sull'albo pretorio comunale. Quel che risalta subito, a parte la ripartizione degli spazi di cui si è già parlato in questi mesi, oltre al nuovo nome sono i paragoni che fanno un po' tremare i polsi. Il progetto in questo documento viene infatti paragonato a luoghi come il Centre Pompidou e il r0"41l 46.0 , r'MV. ,0 Ecco come saranno suddivisi gli spazi che si affacceranno su largo Sant'Agostino Museé d'Orsay di Parigi, i musei d'arte contemporanea di Barcellona, l'americana New York Public Library o i musei civici di Venezia. Insomma, si parte "alti", salvo poi chiamare l'idea di Modena appunto "Officina del futuro". E dal documento comunale emerge anche come il progetto dell'archistar Gae Aulenti entri "seviziato" in Conferenza dei servizi: sono state infatti eliminate tout court le due torri, ossia il "segno" architettonico più caratteristico del S.Agostino. L'atrio principale dell'ex ospedale resta caratterizzato dalla presenza di 200mila libri anche se non si capisce quali andranno visto che l'Estense ne "presta" poche migliaia. E restano problemi ancora irrisolti, come si legge nel documento: "Se infatti Modena possiede molte eccellenze, è difficilmente in grado di presentarsi a livello nazionale come Città d'arte o Città del libro. Le convergenze in un unico luogo di competenze diverse, tutte di alto livello, permette di superare questo ostacolo". Quale sia la ricetta per farlo e come gli stessi "cuochi" che finora hanno cucinato le pietanze modenesi in futuro cambino non è però ancora dato saperlo.