L'idea del gallerista Franco Noero: si possono trasformare i brutti blocchi di cemento in mezzo alla strada Noero, come realizzare un'idea come questa? "Credo che debbano essere le istituzioni a farlo. Abbiamo il Castello di Rivoli, uno dei Musei più importanti d'Europa e ritengo che possano essere loro a ideare un progetto cooptando artisti capaci di interpretare il senso di questa emergenza. Penso sia possibile creando un comitato che, attraverso Rivoli, possa seguire l'idea. Mi pare che potrebbe rivelarsi una bella sfida". Qualcosa di più di un intervento spontaneo per camuffare il brutto dei grandi gianduiotti in cemento? "Assolutamente sì. Non penso a semplici decorazioni, non si tratta di colorare un blocco di cementro che senza dubbio avrebbe un impatto sgradevole nel centro di Torino. Preferirei il cemento puro in quel caso. Parlo invece di un progetto artistico che potrebbe partire da Torino ed essere un modello per altre città in Italia confermando la nostra vocazione di città d'arte. Non Street Art, dicevo, che pure potrebbe essere un'operazione che nasce in ogni caso spontanea, ma un vero progetto d'arte con un impatto molto forte che possa farsi notare. Pensiamo a Luci d'Artista, com'era nata quell'idea. Il contesto è totalmente diverso. Arte e non arte di strada, anche se quelle luci sono protagoniste nelle strade e nelle piazze. Ma le Luci d'Artista servivano a sognare. Qui certo il sogno non c'è". Tempo fa avete dipinto le tende di un condominio di Barriera creando una scena di danza. L'arte per annullare la bruttezza delle tende verdi di plastica. Qualcosa di simile? "Sì, il brutto da annullare, anche se anche in questo caso il contesto è radicalmente diverso. In quel caso, comunque, l'idea era stata dell'artista venezuelano Arturo Herrera, colpito dalla tristezza delle tende verdi nei balconi di fronte. Nel caso dei new jersey il simbolo è diverso, molto più forte".