LA Procura della Repubblica ha iscritto sul registro degli indagati tutti e ventotto i dipendenti dell'Ibc (Istituto dei beni culturali dell'Emilia Romagna) nel mirino della Guardia di Finanza per "assenteismo". La decisione è stata presa dai magistrati bolognesi dopo aver studiato l'informativa finale dei finanzieri, depositata a metà luglio, nella quale emergono episodi di diversa gravità. Circostanze che nelle prossime settimane saranno valutate dalla pm Michela Guidi e dal procuratore Giuseppe Amato (titolari del fascicolo), chiamati a definire la chiusura delle indagini e le eventuali richieste di rinvio a giudizio. Gli uomini della polizia tributaria di Bologna hanno quindi chiuso il lavoro affidato loro dalla magistratura, dopo il servizio televisivo di "Striscia la Notizia" e la denuncia del governatore Stefano Bonaccini, e ora saranno gli inquirenti a stabilire per quanti degli indagati procedere sul piano penale. In questo senso era già emerso che le posizioni dei singoli dipendenti sono molto diverse tra di loro. Si va dagli assenteisti seriali, e per lunghi periodi di tempo, ad assenze episodiche di soli pochi minuti. Da qui la necessità di una valutazione caso per caso che porterà alla richiesta di archiviazione per alcuni e di un processo, per truffa ai danni dello Stato, per altri. A maggio scorso il fascicolo, inizialmente contro ignoti, aveva fatto registrare le prime 14 iscrizioni sul registro degli indagati, ma già alcune settimane prima la Regione aveva messo in moto la macchina degli accertamenti disciplinari, che aveva portato al licenziamento (era stato annunciato un ricorso contro il provvedimento) di Vincenzo Colombo, padre dell'ex assessore comunale Andrea. Il dieci agosto scorso poi la Regione ha fatto sapere che rispetto al primo filone d'inchiesta, l'Ufficio per i procedimenti disciplinari (Upd) ha già decretato, oltre al licenziamento di Colombo, la sospensione dal lavoro e dallo stipendio per altri due dipendenti. Altri tre procedimenti a carico di altrettanti collaboratori sono stati invece archiviati, sostanzialmente per mancanza di prove acclarate. In questo caso, l'Upd si è comunque riservato la facoltà di riaprire i casi se dovessero emergere ulteriori elementi, e ove vi sia quindi la possibilità di acquisire nuove informazioni rilevanti anche da un punto di vista disciplinare. Infine, sempre in attesa della conclusione delle indagini della Procura, è stato sospeso da parte dell'Upd l'esame relativo a una dozzina di altri procedimenti aperti nei confronti di altrettanti dipendenti. L'Upd è comunque già al lavoro per approfondire le posizioni dei nuovi indagati e già segnalati all'ente dalla Procura. Si tratta, rispetto a quelli già noti, di altri 12 casi (di cui 2 probabilmente irrilevanti sotto il profilo disciplinare), rispetto ai quali si potrebbero profilare situazioni da approfondire.