GLI incroci esatti delle vie pedonali dove saranno posizionate le 50 fioriere messe a disposizione dal comune di Torino saranno stabiliti soltanto questa mattina dopo un tavolo in questura a cui parteciperanno i tecnici di Palazzo Civico e i responsabili della sicurezza. I vasi con il basamento in cemento usati come barriere antiterrorismo nelle vie pedonali del centro, però, sono solo una delle tappe di quello che la prefettura definisce il «calendario della sicurezza », che porterà in centro anche l'esercito. «Per il week end le barriere saranno posizionate», spiega l'assessore all'ambiente del Comune Alberto Unia che ieri ha partecipato al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza insieme al questore Angelo Sanna, al prefetto Renato Saccone, al comandante provinciale dei carabinieri Emanuele De Santis, al comandante dei vigili del fuoco Vincenzo Bennardo, al capo di gabinetto della sindaca Paolo Giordana e il direttore del museo egizio Christian Greco, sorvegliato speciale, come e più di altri musei della città per la sua posizione e per il gran numero di visitatori che spesso creano lunghe file proprio in una delle vie pedonali via Lagrange che il nuovo piano vuole «blindare». Le altre strade saranno via Garibaldi, da controllare soprattutto sul lato di piazza Statuto, via Accademia, e via Roma insieme alle piazze Castello e san Carlo. Le barriere non serviranno a impedire l'accesso ai furgoni in genera, perché mezzi di soccorso e commercianti devono poter continuare a operare, ma serviranno a impedire che un qualsiasi mezzo possa piombare sulla strada in velocità. Il Comune ha 50 fioriere già pronte e altrettante sono ancora nei magazzini e hanno bisogno di manutenzione prima di essere sistemate in strada. E poi ci sono i new jersey mobili lunghi cinque metri. Il Comune ne ha trovati una dozzina disponibili ma sono nei piani della prefettura, una seconda scelta. L'obiettivo, infatti, è garantire la sicurezza senza guastare il decoro e senza creare l'impressione di una città blindata. Dalla scorsa settimana sono aumentati gli uomini di pattuglia sul territorio e sono aumentati soprattutto quelli in borghese. Anche i militari del progetto «strade sicure», però, saranno riorganizzati come è già accaduto per l'emergenza migranti al Frejus: gli uomini che ora pattugliano l'ex Moi, le stazioni,e le zone di confine saranno spostati a seconda delle necessità anche nel centro di Torino. Un processo, pensato per tappe, che cambia con le esigenze della città a seconda degli eventi i primi Todays e la festa dell'Unità con un modello il più possibile flessibile. L'altro aspetto nella gestione della sicurezza riguarda, invece, il dialogo con le comunità islamiche, già molto attivo in città dopo il patto firmato l'anno scorso con tutte le comunità islamiche in città. In autunno il modello Torino potrebbe entrare a far parte dell'accordo per l'Islam italiano firmato a febbraio dal ministro Marco Minniti.