È davvero una magnifica idea quella dell'architetto Stefano Boeri, intervistato ieri da Leonard Berberi sul Corriere : rispondere al terrorismo con gli alberi. Perché sarebbe avvilente limitarci a riempire le città di orribili barriere di cemento per evitare che il terrorismo possa irrompere nelle nostre strade facendo stragi di pedoni come quelle di Nizza e di Barcellona. I «new jersey», dice giustamente Michelangelo Pistoletto, peggiorano la qualità (estetica ma anche psicologica) della nostra vita. Quella di Boeri è un'idea che paradossalmente non solo avrebbe l'effetto di proteggerci dagli assalti di mezzi pesanti assassini, ma porterebbe a migliorare la qualità del paesaggio urbano. Abbiamo risorse creative che i terroristi nemmeno possono immaginare: trasformare querce e melograni in scudo anti-terrore renderebbe l'ambiente più sicuro e insieme più bello, più accogliente, più vivibile. «Mater artium necessitas», diceva un proverbio latino, che assomiglia al nostro «fare di necessità virtù». Somiglia, perché in realtà letteralmente significa che la necessità è la madre delle arti, dove per arti si intende la creatività. Dunque, mobilitare gli architetti dei giardini ma anche gli artisti plastici non solo Cattelan e il suo famoso «dito medio» come propone Mimmo Paladino per fermare la barbarie avrebbe una utilità materiale e uno straordinario valore simbolico. E Milano potrebbe offrirsi come il laboratorio dell'anti-terrorismo basato (anche) sulla libera intelligenza creativa. Che è parte fondante della civiltà europea.