Multimedialità, interattività e visione in 3D del patrimonio archeologico. Sarà una completa rivoluzione degli spazi espositivi quella che vedrà trasformare il museo Civico in Civico-Archeologico con un investimento di 350 mila euro per l'allestimento della sezione romana al pianterreno (200 mila di fondi europei e 150 mila di mutuo comunale), a cui si aggiungono 61 mila euro ancora da canali europei per la produzione dei materiali digitali (con il Gal Prealpi e Dolomiti come regista). Al termine di un complesso iter fatto di diversi passaggi dopo l'accordo sottoscritto con la Soprintendenza archeologica del Veneto più di un anno fa (era maggio 2016), è stato approvato dalla giunta comunale il progetto preliminare in cui si definisce la creazione della sezione romana al piano terra dell'attuale museo Civico, dove verranno esposti la statua di Esculapio ora in sala Pia e molti reperti.Ad annunciarlo è l'assessore alla cultura Alessandro Del Bianco, che alza il sipario insieme alla conservatrice del museo Tiziana Casagrande. «Lavorare in termini di progettazione in un edificio come questo è complesso», esordisce il vicesindaco. «Intanto è in via di completamento l'ascensore interno, che si può definire un primo stralcio per il museo Archeologico perché permetterà di collegare l'attuale palazzo Villabruna all'ex museo Gaggia e all'ex casa del custode. Adesso arriva la seconda parte, quella sostanziale della riorganizzazione completa del piano terra», prosegue l'assessore Del Bianco, che detta i tempi: «A fine settembre-inizio ottobre avremo il progetto esecutivo, con l'obiettivo dell'inaugurazione in primavera. Il museo Archeologico avrà un respiro innovativo sia sul carattere multimediale che illuminotecnico, ma stiamo pensando con la Soprintendenza di digitalizzare e rendere visibile in 3D l'intero patrimonio archeologico feltrino attraverso la rappresentazione in "virtual tour".Sotto l'aspetto espositivo, verrà riconvertito tutto il pianterreno, con l'aggiunta di due stanze dell'ex museo Gaggia. «La biglietteria verrà ricollocata all'ingresso, liberando la stanza dove si trova attualmente, che accoglierà le statue. E sarà recuperata la cosiddetta Stanza dell'orso che ha un interessante tessuto decorativo affrescato, con la possibilità di avere anche una saletta di proiezione», spiega la conservatrice del museo. «Con il posizionamento nell'atrio dei capitelli ed altri rinvenimenti locali, si delineerà l'aspetto dell'architettura nel periodo romano. La seconda sala ospiterà la statua di Esculapio e l'altare in calcare bianco dedicato alla divinità Anna Perenna. Nelle sale successive verranno affrontati gli aspetti geopolitico ed epigrafico. L'ultima sezione, nuova, recupera le due stanze dell'ex Gaggia che saranno dedicate agli aspetti funerari. È un grande ampliamento delle possibilità museali, con l'intenzione di rendere fruibili tutti i reperti, senza lasciare niente nei depositi».Da sottolineare infine la cessione di parte del materiale ecclesiastico al museo Diocesano: «L'idea», sottolinea Tiziana Casagrande, «è che ogni elemento abbia la sua valorizzazione nell'ambito di un percorso cittadino».