WEINGARTEN, nel sud della Germania, è una cittadina di 26 mila abitanti, dominata dalla mole dell'abbazia di San Martino. Lì è nato 36 anni fa Gabriel Zuchtriegel, laureato in archeologia classica, preistoria e filologia greca alla Humboldt-Universität di Berlino e un dottorato di ricerca in archeologia a Bonn. L'archeologo tedesco («Ma sono napoletano» chiarisce subito) dal primo novembre 2015 dirige il Parco e il museo archeologico di Paestum, reso autonomo dalla riforma Franceschini. Nel 2014 professore a contratto di archeologia e storia dell'arte greca e romana a Matera, all'univeristà della Basilicata, poi un'esperienza nella segreteria tecnica del Grande progetto Pompei, da direttore di Paestum ha appena annunciato la nascita di una collana editoriale scientifica che si chiamerà "Argonautika" e ha pubblicato il bando di gara da 165 mila euro per la manutenzione del più integro tempio greco della Penisola, quello di Nettuno. «Chi dice che i musei autonomi non fanno tutela, non conosce la realtà. Mentre prima i fondi non arrivavano, adesso siamo noi a decidere come e dove investire» spiega. A Paestum va in treno, direttore pendolare da Napoli, dove abita. Qual è stato il suo primo impatto con Napoli? «Ci sono venuto per la prima volta nel 2004. Feci un viaggio da studente universitario in Italia: Terracina, Sperlonga, Pompei, Ercolano. E Napoli, ovviamente. Un mio amico milanese mi aveva terrorizzato: "Non andare nei Quartieri spagnoli, non portare cose con te. La città è molto pericolosa". Arrivai accompagnato da queste parole, andai a Mergellina, al Museo archeologico, poi a Pompei ed Ercolano». E poi, cambiò idea? «Restai subito affascinato dalla diversità di Napoli, che mi apparve subito altro rispetto alle città in cui ero stato. Un impatto simile l'ho avuto in seguito solo in località non europee, come Il Cairo, Amman o Aleppo. Ricordo che in via Tribunali vidi un auto con targa tedesca, mi colpì, pensai: "Che coraggio ha avuto a venire in auto". E poi, undici anni dopo, io mi ritrovo a girare in auto in quella stessa zona, con targa italiana, dove non avrei mai pensato di andarci a vivere». Da quando ha casa qui? «Nel 2015 andai ad abitare a Forcella, oggi vivo a Montesanto. Prima con la mia famiglia ero stato a Berlino e a Matera: i miei due figli di otto e tre anni hanno già cambiato quattro asili e tre scuole elementari». In qualche modo ha scelto luoghi pregni di storia e di archeologia «Quando cammini nel centro storico di Napoli, cammini sulla storia. Ma a differenza di Paestum dove hai i templi ma non più la città, a Napoli non ci sono antichità monumentali a prima vista, ma la città antica è viva. Anzi, la città stessa è il monumento, uno dei più grandi dell'antichità». Napoli ha sempre affascinato gli stranieri, al di là degli stereotipi «Certo, ma non dimentichiamo per esempio quello che Goethe ha scritto di Napoli che coincide solo parzialmente con lo stereotipo di oggi. Goethe parla della grande industriosità dei napoletani, sia come lavoratori che come artigiani. E questo si percepisce ancora oggi, perché il popolo napoletano è molto creativo. In più, nel Nord Italia c'è aggressività verso Napoli. Mi sono sempre dissociato perché mi sento troppo napoletano per sopportare tali atteggiamenti. Se qualcuno mi dice cose contro Napoli pensando di trovare in un tedesco una sponda, si sbaglia perché si trova di fronte un napoletano... ». Quando ha deciso di partecipare al concorso bandito dal ministero dei beni e delle attività culturali? «Non pensavo affatto di farlo, era fuori dai mie propositi. Gli amici mi dicevano: "Hai visto? Dai, partecipa...". Mi sembrava un'idea folle: sono giovane mi ripetevo sono tedesco, conosco l'ambiente e le soprintendenze. E poi non mi vedevo entrare in quel mondo, mi sembrava una sorta di Vaticano dell'archeologia. Ho fatto la domanda senza aspettative. Ho scritto quello che secondo me bisogna fare per migliorare il dialogo tra museo e pubblico, per motivare il personale e per incrementare la ricerca e lo studio». Dopo quasi due anni di direzione, come giudica la sua esperienza? «È importante dare spazio alla creatività di tutti. Il mio obiettivo è di rendere il mio contributo sempre più superfluo: museo e sito devono andare avanti da soli, senza che il direttore entri in ogni questione». Progetti? «Proseguirà lo scavo nell'abitato presso il tempio di Nettuno con due archeologi pagati per sei mesi da uno sponsor. E poi mettiamo mano al museo, che è cruciale per Paestum. Tra poco pubblichiamo il bando per i lavori: è un intervento prudente con un ritorno all'estetica originale del museo. L'allestimento conserverà la base scientifica frutto di decenni di ricerche a Paestum, ma sarà più comprensibile e scorrevole nell'esposizione. Non aggiungeremo volumi, ma restituiremo centralità alle metope dell'Heraion: riapriamo la galleria, esponiamo reperti che spiegano i rituali e l'artigianato di VI-V secolo avanti Cristo contemporanei alle metope: per questo portiamo la collezione preistorica nei sotterranei. Su 100 persone che vanno ai templi, solo 30 passano al museo: il riallestimento servirà per accogliere e accompagnare meglio il visitatore e potenziare il legame templi-museo».
la Repubblica
20 Agosto 2017
"Ho scelto di vivere qui città antica ma viva"
AN
Antonio Ferrara
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 19 Nov 2010
Gli affreschi e i mosaici di Stabiae in attesa del restauro che non ci sarà
la Repubblica · 27 Lug 2011
NAPOLI - Reggia di Quisisana, via libera ai matrimoni
la Repubblica · 25 Nov 2011
Torre Annunziata. Nella Villa di Poppea gli affreschi cadono a pezzi
la Repubblica · 25 Nov 2011
Stabiae. Villa San Marco è isolata, stop ai lavori del museo
la Repubblica · 19 Dic 2011
CAMPANIA - Pompei, i lavori slittano a ottobre 2012
la Repubblica · 10 Lug 2012
NAPOLI - De Simone sceglie Portici "Qui il Museo e la Scuola"
la Repubblica · 2 Nov 2012
Ercolano, gli scavi delle meraviglie partono i restauri del tetto in legno
la Repubblica · 10 Nov 2012
NAPOLI - Stabiae svelata. "Museo archeologico nella Reggia di Quisisana"
la Repubblica · 28 Nov 2012
CAMPANIA - Duemila libri a Pompei è l'eredità di Maiuri
la Repubblica · 13 Mar 2013
NAPOLI - Imparato: "Il mio progetto per Castellammare"
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 3 Feb 2016
Corporazioni, male di Venezia. Italia nostra, riappello all'Unesco
Corriere della Sera · 2 Feb 2017
Il privato spauracchio della nostra cultura
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
www.corriereuniv.it · 21 Ago 2015
ITALIA-L'attacco di Salvatore Settis: "Si continuano a svendere patrimoni pubblici"
www.positanonews.it · 21 Ago 2015
NAPOLI-Ponte di Chiaia, finalmente partono i lavori: il restauro pagato dagli sponsor
L'Unione Sarda · 21 Ago 2015
LURAS-Prende il via il restauro dello storico Palazzo Perantoni
Il Giornale dell'Arte · 21 Ago 2015
L'arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi
la Repubblica · 21 Ago 2015
VENEZIA-Jean Clair: "I manager sono la rovina dei musei"
Avvenire · 21 Ago 2015
ROMA-Franceschini: La cultura sconfiggerà l'Is
www.rosalio.it · 21 Ago 2015
SICILIA-In Sicilia basta a musei e siti archeologici gestiti come le vecchie società municipalizzate
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Grandi musei Agli Uffizi ticket col cellulare
Fonte non specificata · 21 Ago 2015
Musei, dietro le nomine nessun progetto culturale. Comunicato dell'Associazione Bianchi Bandinelli
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Musei in lutto per il custode di Palmira
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Musei, chi critica le nomine prenda esempio dal calcio
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Nei musei c'è una questione meridionale
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Volevano volti nuovi? Ce n'erano di migliori
Corriere della Sera · 21 Ago 2015
Schmidt: Contro le code ticket Uffizi col telefonino
La Stampa · 21 Ago 2015
Non solo i top 20, la riforma Franceschini rivoluzionerà tutti i 400 musei italiani
la Repubblica · 21 Ago 2015
Nomine dei direttori dei musei: ancora tre riflessioni.
la Repubblica · 21 Ago 2015
Musei, scelte sbagliate per Caserta e l'Archeologico