GIÙ i pini di piazza Stazione. Giù gli olmi di piazza San Marco. Questa sarà ricordata come l'estate degli abbattimenti. Dopo gli alberi di viale Corsica, tagliati mercoledì scorso da tecnici del Comune scortati dalla polizia, dopodomani, mercoledì 23, tocca a piazza Stazione. Ad una settimana esatta di distanza, tocca a tutti i 14 pini marittimi allineati sul fianco della stazione ferroviaria, che un tempo facevano ombra alla pensilina di Toraldo di Francia demolita dal sindaco Matteo Renzi. E probabilmente anche ai 5 che si trovano invece nell'area del parcheggio dei motorini, in piazza Adua, davanti alla palazzina reale. È direttamente l'assessora all'ambiente Alessia Bettini che segue l'«operazione stazione ». Lei che ha cerchiato mercoledì 23 sul calendario di questo agosto 2017. Prevedendo di incontrare prima del taglio gli ambientalisti e spiegare loro tempi e modalità dell'intervento. Abbattere i pini significa modificare l'intera prospettiva e percezione della stazione e del suo ingresso est. Significa fare piazza pulita attorno al monumento del Michelucci. I pini marittimi però, come spiegato più volte dagli stessi tecnici del Comune, sono piante che non hanno un ciclo di vita lunghissimo. E i pini della stazione, come ha già detto la responsabile ambiente, sono arrivati al capolinea: «Dobbiamo abbatterli, non possiamo correre rischi». Lo stesso sindaco Dario Nardella, durante il sopralluogo dei giorni scorsi ai cantieri della tramvia in piazza stazione, ha confermato l'imminente abbattimento dei pini che ormai fanno parte della nostre immagini mentali della stazione: «Gli alberi malati vanno abbattuti», ripete sempre Bettini. E il medesimo destino attende i 5 olmi di piazza San Marco, che con la loro chioma danno un senso al giardino davanti alla chiesa. Il taglio per loro non scatterà mercoledì probabilmente. Seguirà a ruota l'abbattimento dei pini della stazione: giovedì o venerdì dunque, secondo la tabella di marcia fin qui disegnata. Ma anche nel caso di San Marco la piazza non sarà più la stessa senza i 5 alberi. A sentire l'assessore Bettini però non ci sono alternative: l'esame visivo condotto su quelle piante, le cosiddette Vta (visual tree assesment), consiglia di procedere all'abbattimento. Come anche per viale Corsica, dove la settimana scorsa sono stati abbattuti 48 ippocastani, Palazzo Vecchio promette che tutte le piante abbattute saranno sostituite. Anzi, alla fine quelle reimpiantate saranno perfino di più di quelle tagliate. Per il momento però, dovremo dire addio all'ombra di quelle chiome. Solo ad ottobre i nuovi alberi verranno reimpiantati. E al massimo le nuove piante saranno altre 3 metri. Il che significa che ci vorranno alcuni anni, in ogni caso, prima di rivedere chiome altrettanto rigogliose a Santa Maria Novella e a San Marco. Con quali piante verranno sostituiti gli alberi che verranno abbattuti? A quanto pare la soprintendenza ha dato precise prescrizioni per Santa Maria Novella: i pini abbattuti dovranno essere sostituiti con altri pini, per non modificare il contesto esterno della stazione. Mentre per piazza San Marco è possibile un cambio di specie. «La messa in sicurezza e il ripristino dei viali alberati, è una delle priorità della città insieme all'arricchimento del patrimonio arboreo. I tagli sono dolorosi ma tutti necessari: anche gli alberi sono organismi viventi che invecchiano e vengono attaccati dalle malattie», aveva detto del resto la responsabile ambiente del Comune Bettini all'inizio dell'estate, annunciando tagli e abbattimenti.
la Repubblica
21 Agosto 2017
Stazione e San Marco, via gli alberi
MA
Massimo Vanni
la Repubblica
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Bene culturale
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