LA COSA però più singolare è che esiste una residua opposizione, in specifico quella di centrosinistra, che vuole minare alle radici questa favola. E come? Affrontando i temi dell'isolamento logistico, dell'inquinamento marino per assenza dei depuratori, il collasso finanziario della sanità, la disoccupazione che continua a crescere, i piani casa, le diseguaglianze sociali? No, su quello vige il silenzio più assoluto. Come fossero caduti in sonno. Ma se ci si deve pronunciare contro il "red carpet" c'è un improvviso sussulto di vitalità. Ed ecco un profluvio di interpellanze, il coinvolgimento della Sovrintendenza, la denuncia al ministero dei Beni Culturali. L'iniziativa regionale è al centro di un coro deprecativo e irrisorio. E poi i social pronti a diffondere fotografie di degrado del tessuto, sindaci che si indignano tra gli applausi della sinistra, forse anche militanti che costringono il proprio cane a defecare sul tappeto come gesto estremo di dissenso. Perché la cosa davvero estenuante della vicenda "red carpet" è che è proprio difficile dire se è più enfatico e assillante chi l'ha promosso o chi ne fa una sorta di trincea dell'opposizione. Si può condividere l'operazione o meno ma in ogni caso ciò che più affligge è l'esasperazione provinciale dei toni di tutti. Ed è purtroppo la sconfortante dimostrazione di una politica fatta di nulla. Ridotta a promozione, a titolo di giornale, a comparsata televisiva. Che si confronta sull'irrilevante rinunciando alle questioni di fondo dello sviluppo, della crescita, del welfare. C'è in questo una logica comune: quella dell'apparenza, della semplificazione, del costruire appunto narrazioni vuote di contenuto che hanno preso il posto della cultura politica, delle relazioni sociali, del costruire cittadinanza. E questo è tanto più grave per un'opposizione che dovrebbe avere l'aspirazione di tornare ad amministrare ma non riesce ad essere altro che specchio un po' opaco di chi governa. L'intera vicenda del "red carpet" e' di fatto solo un'altra modesta e noiosa fotografia della nostra vita istituzionale. Peraltro è altamente probabile che la maggioranza dei liguri se ne sia semplicemente disinteressata, mugugnando o sorridendo, ma scordandosene velocemente. Come il centrosinistra si è già dimenticato della sconfitta. Ma è evidentemente difficile uscire dal film. In fondo basta nascondere la realtà sotto un tappeto. Ce ne sono tanti in giro.
Se la sinistra brandisce soltanto un red carpet
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