In mostra per la prima volta materiali inediti del sito archeologico di Pietragalla, dai manufatti rinvenuti alla documentazione fotografica delle ricerche avviate da Francesco Ranaldi negli anni '50 Potenza, al Museo provinciale i tesori nascosti di Monte Torretta Un mostra archeologica e documentaria che per la prima volta in assoluto consentirà l'esposizione di materiali provenienti dai depositi del Museo provinciale di Potenza e della Soprintendenza archeologica di Basilicata oltre a documenti d'archivio inediti con cui sono state ricostruite le vicende insediative del sito di Monte Torretta a Pietragalla (Potenza) risalente al V e IV secolo a.C e la storia della ricerca archeologica. Verrà inaugurata oggi al Museo provinciale di Potenza "Riscoprendo Monte Torretta di Pietragalla. I tesori nascosti del Museo Provinciale di Potenza". Un'occasione per portare all'attenzione del grande pubblico manufatti inediti e sconosciuti provenienti da una serie di scavi finanziati e diretti fra il 1956 ed il 1965 dall'allora direttore del Museo provinciale di Potenza, Francesco Ranaldi, scomparso nel 1988. L'iniziativa è diretta da tre archeologi lucani, Vincenzo Capozzoli, Annarita Di Noia e Luigi Zotta e si inserisce nell'ambito del più ampio progetto di ricerca storico-archeologica e valorizzazione del sito archeologico di Monte TorrettaMonte Solario di Pietragalla che vede una sinergia fra due enti universitari stranieri Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e Humboldt-Universität zu Berlin coadiuvati dagli istituti di ricerca Ibam e Imaa del CNR lucano e la Scuola di scienze agrarie dell'Università degli studi della Basilicata. Al progetto partecipano anche la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio della Basilicata, il Polo museale della Basilicata, il Comune di Pietragalla, la Provincia di Potenza, la Regione Basilicata e il Museo archeologico provinciale di Potenza. Dell'articolata struttura organizzativa fa parte, per la prima volta nella storia della ricerca archeologica in Basilicata, il Comitato giovani della Commissione nazionale italiana per l'Unesco della Regione Basilicata. La mostra consentirà di riscoprire nei loro molteplici aspetti le indagini di Ranaldi che non hanno mai conosciuto una vera pubblicazione e costituirà al contempo il ritorno sulla scena nazionale e internazionale di alcune straordinarie opere d'arte, come una superba statuetta bronzea raffigurante Eracle in lotta con il serpente dell'Idra o ancora un prezioso thymiaterion bronzeo con gallo mobile realizzato nel medesimo materiale. A far ritorno saranno anche le fotografie dell'epoca nonché numerosi documenti d'archivio che raccontano la faticosa organizzazione e gestione del lungo cantiere condotto da Ranaldi negli anni '50 che si inserisce nella collezione archeologica permanente del Museo Provinciale, attualmente in corso di riallestimento generale.