L'Ordine degli Architetti P.P.C. di Parma e la Fondazione Architetti Parma e Piacenza hanno organizzato un incontro sul tema del recupero dei beni culturali: "Quale futuro per l'ex carcere di San Francesco". Un viaggio fra le celle abbandonate e le pareti avvolte dalle ragnetele di un tesoro nascosto della città. "Un luogo completamente devastato, distrutto, pieno di guano di piccioni". Sono queste le condizioni in cui versa la Torre di San Francesco così come le ha potute riscontrare il regista parmigiano Giancarlo Bocchi che ha visitato il monumento - parte del complesso dell'ex carcere - un paio di mesi fa. "Sono andato per alcune ricerche sul libro dedicato agli scritti in carcere di Guido Picelli - l'eroe delle Barricate di Parma - che era stato rinchiuso qui un anno. Volevo rendermi conto dell'atmosfera. Nella Torre erano collocate le celle di punizione, dove ho trovato tantissimi graffiti, alcuni dei quali risalenti anche all'Ottocento. Una storia di dolore e resistenza umana. Il frate del vicino convento che mi ha aperto la porta mi ha riferito dell'esistenza di un graffito dell'anarchico Gaetano Bresci, che però non ho visto". "Il problema - spiega- sono le condizioni dei luoghi, da cui sono scomparse quasi tutte le porte delle celle, credo sempre dell'Ottocento. Sono nei depositi? Penso che un bene così importante lasciato in condizioni talmente desolanti sia un insulto alla cultura e alla storia di Parma". Il regista ha potuto anche riscontrare il cedimento di parte del tetto della chiesa. Chiesa e Torre nel 2014 sono passati dall'ateneo nelle mani del Demanio dello Stato. "E' una vergogna che un ente pubblico tenga un bene comune in questo stato per 25 anni ed è grave che la Soprintendenza non intervenga per preservare la struttura". Il regista aveva segnalato la situazione anche all'ex rettore Loris Borghi. Al momento esiste un progetto di recupero dell'università che riguarda l'ex carcere di San Francesco con la realizzazione di 87 alloggi per gli studenti. (raffaele castagno)