Sei giorni, mille visitatori. E quasi tutti singoli, poche le comitive. Sono i risultati dell'Accademia Carrara nella settimana di Ferragosto, tra il 10 e il 15 agosto. La pinacoteca, dopo la riapertura seguita dai 79 mila visitatori nel 2015, l'anno scorso ha mantenuto l'obiettivo dei 60 mila biglietti staccati (66 mila). Ora si prepara al grande appuntamento di gennaio 2018 con la mostra dedicata a Raffaello. Sui papabili prossimi arrivi circola il nome dello spagnolo Diego Velázquez. Entro fine anno, due le pubblicazioni: il catalogo scientifico tra '300 e '400 del conservatore Giovanni Valagussa e un lavoro su Giacomo Quarenghi. Mille visitatori in pieno Ferragosto, dal 10 al 15, per il 70 stranieri e non in modalità comitiva, ma «singola». Cioè ben più difficile da intercettare. Chiamiamoli, ingressi convinti. Gli ingressi Il report di una settimana di mezza estate dell'Accademia Carrara è la cartina di tornasole di un sentiment positivo che ruota attorno al «cantiere» della pinacoteca. Allusione relativa non solo ai lavori della piazzetta, che certo ora non facilitano l'accesso, ma che renderanno l'impatto più armonico, e a quelli che a settembre inizieranno per la barchessa di destra. Ma anche per l'attività di «costruzione» dell'identità museale, che si innerva in diversi fattori. I più immediati, da cui ci si attenderebbe riscontro, sono quelli numerici, passibili di una lettura che va oltre l'errato dato numerico riportato nell'edizione di domenica del Corriere Bergamo . E oltre il gap di 13 mila ingressi tra il 2015 (79 mila) e il 2016 (66 mila). «Il 2015, anno della riapertura ha portato un entusiasmo straordinario dopo 8 anni di chiusura e numeri molto alti. Basti ricordare le code dei primi tre giorni di riapertura con più di 20 mila ingressi evidenzia Gianpietro Bonaldi, responsabile operativo di Fondazione Carrara . Gli obiettivi dichiarati dalla Fondazione, ambiziosi ma raggiungibili, si sono sempre attestati su 60.000 visitatori annui». Dunque nel 2016 obiettivo raggiunto con un surplus, un incremento del 10. E con un ulteriore distinguo. «Prima della chiusura la Carrara era visitata da circa 30 mila visitatori annui all'80 con gratuità prosegue Bonaldi . Il modello ora è fortemente cambiato e i numeri dicono che il 70 dei 66 mila è un pubblico pagante. In attesa di un modello anglosassone ad ingresso gratuito nei musei, siamo sulla buona strada». Che 2017 sarà? Bonaldi lo etichetta come «Un anno di transizione». A metà del guado tra l'effetto riapertura e un crescita graduale, quasi una laboriosa gestazione, che porterà nel gennaio 2018 alla grande mostra su Raffaello. Con una tempistica promozionale (finalmente) anticipata. Perché il successo, questa la legge del marketing, è spesso direttamente proporzionale all'attesa. Gli eventi in programma «Cominceremo il lancio a settembre», precisa il direttore, Maria Cristina Rodeschini che definisce questa un'estate di «lavori in corso». Su più tavoli, legati dal fil rouge di una qualità del lavoro e dell'offerta. Che è alta e punta a restare tale, anche grazie ai buoni uffici, alla fitta rete di relazioni e rapporti con le realtà museali estere, intessuti da Rodeschini tra maggio e luglio. Così nel fil rouge qualitativo si innesterà il filone che si snoderà fino al 2020 e che porterà in Carrara i grandi protagonisti della pittura europea. «Anche in questo caso si lavora con anni di anticipo rimarca il direttore ma siamo favoriti dall'apprezzamento che la nostra Accademia, seppur piccola, riscuote in ambito internazionale». Su prossimi arrivi Rodeschini non si sbilancia: «Stiamo definendo gli accordi». Ma tra i papabili ci sarebbe uno dei più importanti pittori spagnoli, Diego Velázquez. Pieno '600, alla corte del re Filippo IV di Spagna. Si rifà, invece al '300 e '400 un'altra iniziativa, la pubblicazione (a Natale) del catalogo scientifico curato dal conservatore Giovanni Valagussa con un gruppo di sette studiosi. Pubblicazione che farà il paio con un altro lavoro su Giacomo Quarenghi: uno studio e il contestuale restauro di 200 disegni del celebre architetto bergamasco. Un'opera scientifico-didattica, durata ben due anni, con risvolti pratici e studi specialistici che hanno portato ad una rilettura più approfondita e singolare di Quarenghi, fruibile nella pubblicazione pronta, anche questa, per la fine dell'anno. Sempre più social Un'operatività che non dimentica anche la fascia giovani, cui Rodeschini tiene particolarmente: «Sono il nostro futuro». Una fascia young da intrigare con laboratori e spettacoli e da fidelizzare attraverso i social che stanno diventando sempre più un elemento distintivo della nuova Carrara. Per dire, ogni post su Instagram totalizza più di mille like e 5 mila visualizzazioni. Accademia, mi piace.