La denuncia dei comitati: «Comune e Soprintendenza assenti» NAPOLI. A Monteoliveto la seicentesca fontana del "Re piccirillo" Carlo II di Asburgo progettata da Cosimo Fanzago «ormai si è seccata e l'unica cosa che la riempie è la spazzatura». Non va meglio a Forcella, dove altre due fontane del '500, la Scapigliata e il Capone «restaurate solo poco tempo fa sono ridotte come "latrine a cielo aperto"» è il commento del presidente del comitato Portosalvo, Antonio Pariante, autore degli scatti dei monumenti con acqua stagnante o pieni di immondizia. «Ecco la peggiore fotografia del centro storico di Napoli riconosciuto vent'anni fa dall'Unesco "patrimonio mondiale dell'umanità" - continua Pariante -. Una situazione indecorosa che si ripete da anni mostrando la peggiore immagine di Napoli per la pessima gestione dei nostri monumenti» malgrado la gran folla di visitatori in giro. Uno sputo in faccia alla Sirena: la fontana di Giovanni da Nola in via Egiziaca davanti all'Ascalesi fu costruita nella prima metà del '500 per volontà di Don Pedro de Toledo, in origine detta Scompigliata per il curioso getto d'acqua che si infrangeva su un falso scoglio, sostituito nell'Ottocento da una colonna. Anche quella vicina del Capone con un restauro conservativo aveva appena riacquistato un aspetto decoroso. Ma le fontane sono un ennesimo "punto dolente" dell'amministrazione cittadina, se ne dovrebbe occupare l'azienda speciale Acqua Bene Comune: i circa 100 addetti alle fontane e manutenzioni stradali della Net Service, proprietà Abc . In una lettera al sindaco del luglio scorso le Rsu Abc denunciando, per la mancata approvazione dei bilanci dal 2014, «il rischio di revoca dei fidi bancari» ricordavano che dal 2015 manca una convenzione per la manutenzione delle fontane. L'11 agosto, dopo le dimissioni di Marina Paparo designando alla guida della municipalizzata Sergio D'Angelo (sarà il secondo a percepire compensi nella storia dell'Abc dopo Maurizio Montalto, l'esponente dei comitati per l'acqua pubblica prese nel 2015 53mila euro lordi) il sindaco de Magistris annuncia «alcuni primi investimenti per le fontane e una maggiore fruizione dell'acqua pubblica per cittadini e turisti». Le fontane intanto, complice la minaccia della siccità, sono vuote e sporche. E a nulla serve l'iniziativa volontaria. L'8 agosto sono i Verdi a segnalare che «la fontana di Monteoliveto è una discarica di bottiglie e residui di cibo, scritte oscene e idiote la ricoprono offendendo la memoria mentre un'insopportabile puzza assale residenti e turisti». Alcuni consiglieri municipali allora promuovono una pulizia volontaria. Nemmeno una settimana dopo si è punto e a capo. «La fontana ripulita appena cinque giorni fa appare oggi come l'avevamo trovata - scrive il consigliere dell'Avvocata Pino De Stasio -. Vederla ancora oltraggiata e sporcata di tutto stringe il cuore. Colpisce l'assenza di chi dovrebbe pulire e vigilare e c'è un sistema di telecamere a pochi metri. Dobbiamo appellarci gli angeli». Ma il presunto disinteresse dell'amministrazione e della Soprintendenza di Garella chiamata ripetutamente in causa dai comitati che ora chiedono cancelli attorno alle fontane - la giunta comunale non accetta cancellate per partito preso attorno a quelle pubbliche - è sostanzialmente per una battaglia contro un'inciviltà e una ignoranza robuste.