Turista straniera elude la vigilanza, poi viene allontanata. Polemiche sui controlli Napoli Sarebbe una straniera la donna che nel tardo pomeriggio di Ferragosto si è immersa nella acque della fontana di Diana e Atteone, quasi sulla sommità del parco della Reggia di Caserta e le cui immagini hanno fatto gridare per due giorni allo scandolo e rinverdito vecchie polemiche. Questo è scritto nella relazione che una addetta ai servizi di vigilanza del monumento, in servizio in quel punto del parco e intervenuta subito dopo i fatti, ha scritto all'ingegnere Mario Tartaglione, responsabile del personale del monumento. Ed è questo l'esito della indagine interna aperta subito dopo l'episodio, rimbalzato già in serata di bacheca in bacheca (lo scatto è finito anzitutto su Facebook , poi sui siti online per tutta la giornata del 16) che ha riproposto il tema della difficoltà di organizzare un efficace servizio di sorveglianza in un monumento così grande e tanto frequentato. In quel punto, ai piedi della cascata che convoglia l'acqua dell'Acquedotto Carolino nelle vasche della Reggia, addetti alla vigilanza ve ne sono sempre. La donna, che è stata prontamente redarguita ed invitata ad uscire dalla fontana («Fa molto caldo» avrebbe detto in un improbabile italiano e tradendo un accento dell'Est), ha approfittato di un attimo di distrazione dei custodi. «Ne eravamo circa 100 a Ferragosto, tra parco ed appartamenti. Quanti siamo in questo periodo dell'anno» ha giustificato uno di loro ieri, preferendo restare nell'anonimato. «Noi facciamo e con coscienza il nostro lavoro, è l'inciviltà delle persone - di alcune di loro - che non è possibile prevedere» ha aggiunto. Solo pochi giorni prima il monumento era stato al centro di altre polemiche. Tutto era iniziato da un'altra foto postata su Facebook , quella di un turista che si trascinava dietro un trolley sui pavimenti degli appartamenti storici. Il direttore della Reggia, Mauro Felicori, all'estero in questi giorni, si era difeso asserendo l'impossibilità di vigilare su tutti i visitatori che quotidianamente entrano nel sito. «Purtroppo non sono pochi coloro che assumono atteggiamenti poco rispettosi e gli stessi custodi non riescono a controllare ogni angolo del monumento» ha detto ieri Enzo Zuccaro, portavoce della direzione.