Ormai è sicuro: il Colosseo si conferma il monumento d'Italia più amato. Nel 2017, infatti, l'Anfiteatro Flavio è destinato a superare la quota di 7 milioni di visitatori. Esaltanti, tra l'altro, i dati relativi al 14 e 15 agosto scorsi: più di 21 mila persone in fila contro le 14 mila a Firenze per la Galleria degli Uffizi. Allora, sembra sicuro: il Colosseo chiuderà il 2017 superando la quota dei 7 milioni di visitatori. La conferma arriva dai dati ministeriali di questo Ferragosto 2017: il 14 e 15 agosto, nei due giorni di apertura straordinaria, l'Anfiteatro Flavio è stato visitato da 21.635 persone contro, per esempio, le 14.186 degli Uffizi, le 10.038 della Galleria dell'Accademia di Firenze. Dunque, il bene culturale più visitato d'Italia: un primato importante ma che obbligherà il futuro manager-direttore scelto con concorso internazionale (come accadrà dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato che ha dato via libera alla riforma Franceschini) a progettare tempi e modi di organizzare numeri così massicci. Chi è rimasto a Roma ha visto una festa d'agosto diversa dalle altre. Niente città vuota, come accadeva fino a una decina di anni fa, quando la Capitale viveva giorni di autentico deserto. Proprio l'offerta culturale ha convinto molti turisti a muoversi per la città, a mettersi in fila ordinatamente- per esempio- all'ingresso dei Fori Romani a largo Corrado Ricci o davanti alla biglietteria dei Musei Capitolini, in piazza del Campidoglio. E tutto questo ha portato per vie e piazze pullman, comitive pilotate dalle guide, un movimento da domenica qualsiasi. Ma Ferragosto resta Ferragosto e abbiamo anche visto istantanee formidabili. L'inizio di via Portuense, quello che di solito ospita l'ingresso di Porta Portese la domenica e i banchi degli autoricambi tutti i giorni, priva di ogni segno di vita. Fino a due anni fa uno dei banchi centrali restava aperto a Ferragosto per tradizione e quasi con orgoglio. Quest'anno niente, deve aver ceduto anche lui. E poi altre immagini: piazza Mazzini silenziosissima, viale Parioli senza la perenne doppia fila e piena di posti regolari vuoti, Testaccio animato solo dalle grida dei pochi bambini rimasti in città e impegnati nei giochi a piazza santa Maria Liberatrice, interi tratti di Lungotevere trasformati in nastri di asfalto netti come su una tela neorealista, persino il Muro Torto senza le pericolosissime corse di auto tra le curve. Sono giorni, questi, preziosi e irripetibili. Un'occasione unica per ritrovare il piacere di vivere in una città rumorosa, caotica, sporca, priva dei servizi essenziali come un decente trasporto pubblico. Per una manciata di giornate eccola come ci piacerebbe sempre. Impossibile, lo sappiamo: è solo un sogno, infatti dura pochissimo.