IL CASO LA COMMISSIONE CHIEDE INTEGRAZIONI ALLA PROPOSTA DELLA BOCELLI ACADEMY SANT'ORSOLA, la commissione giudica insufficiente la proposta della Bocelli Academy sotto il profilo della "funzione pubblica". E a poche ore dalla presentazione ufficiale del sindaco Dario Nardella, in programma per oggi alle 18 (apertura ai cittadini dalle 16 alle 20), Tommaso Grassi di Sinistra italiana parla di «regalo per le attività private». La Città metropolitana ha già pronunciato l'ok finale alla cordata Bocelli e al suo progetto di una scuola di musica internazionale nell'ex monastero abbandonato nel cuore di Firenze. La commissione di gara ha spianato la strada alla "nuova" Sant'Orsola, un'operazione da 25-30 milioni che porterà la scuola di musica ad usare 5 mila dei complessivi 15 mila metri quadrati del complesso in disuso da 30 anni. Nel quale troveranno posto anche un resort, tre piazze al piano terra, una ludoteca, due musei più i parcheggi. Oltre al cosiddetto "museo Monnalisa", in onore di Lisa Gherardini del Giocondo, da molti indicata come la modella della Gioconda di Leonardo da Vinci, che nel 1542 fu sepolta proprio nella chiesa di Sant'Orsola. Solo che dai verbali della commissione presieduta dal segretario generale della metroCittà Vincenzo Del Regno salta fuori che non tutti gli aspetti della proposta sono stati giudicati sufficienti: «L'offerta tecnica è ammissibile », in ragione dei lavori di recupero del complesso, della mitigazione del cantiere nella realtà urbana, dell'allestimento del museo e della sostenibilità ambientale. Non però sotto il profilo della conformità alle «destinazioni d'uso attualmente previste» dalle norme urbanistiche del Comune: «La proposta non soddisfa pienamente il requisito della funzione pubblica, cosí come previsto dalle norme urbanistiche vigenti», si legge nel verbale redatto il 17 febbraio scorso e adesso reso noto dal consigliere d'opposizione Grassi. Su questo punto la commissione esprime un giudizio «insufficiente». Indicando però anche una via d'uscita: «Il requisito della funzione pubblica potrebbe trovare soluzione con la presentazione al Consiglio comunale di un progetto unitario che ben definisca gli elementi di pubblico interesse delle destinazioni proposte e delle relative forme di gestione e fruibilità pubblica», si scrive nel verbale. Ma si tratta di una soluzione che non convince Sinistra italiana. «La commissione ha molti dubbi sulla procedura che vedrà "regalare" il complesso per attività private che non avranno ritorno per la collettività e che toglieranno la possibilità di dare spazi pubblici alla zona di San Lorenzo», sostiene adesso Grassi. «E non si può accettare qualsiasi progetto pur di riaprire Sant'Orsola», aggiunge pure il consigliere. Non solo dubbi di procedura però. Il raggruppamento d'imprese che si è stretto attorno a Bocelli, fa notare Grassi, ha ormai perduto la società edile Sire, coinvolta nella vicenda delle mazzette ad un funzionario del Provveditorato alle opere pubbliche. E il piano finanziario ha subito delle inevitabili modifiche. In piú, la soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici non si è ancora espressa sul progetto. E la valutazione dell'organismo preposto alla tutela potrebbe chiedere modifiche significative.