E' stata una turista in cerca di conchiglie a scoprire lo scheletro in spiaggia ieri a Ladispoli. "Aiuto c'è un cadavere, fate presto". Così la signora si è rivolta al 112 che a sirene spiegate è arrivato sul posto a Marina di Palo, nei pressi del bunker risalente al periodo bellico. Sul posto anche la Capitaneria di Porto e gli uomini della Dolphin. Non si trattava nè di un dispero, nè di un delitto, ma di un reperto archeologico. Lo scheletro, infatti, si trovava all'interno di una tomba 'cappuccina' risalente all'epoca romana: l'erosione ha 'mangiato' la duna e fatto riaffiorare i tumuli. Dalla preoccupazione all'emozione. "Questo ci fa riscoprire il nostro passato, ha affermato l'assessore alla cultura Marco Milani. Si tratta probabilmente di una sepoltura povera all'interno della quale non vi è la 'classica' moneta nella bocca del defunto". Come ricordato dall'archeologa responsabile dell'area, Rossella Zaccagnini, si tratta della quarta sepoltura riemersa negli ultimi anni. Una vera e propria necropoli, di età imperiale, probabilmente legata ad una grande villa che si estendeva tra la posta vecchia e il Castello Odescalchi. La zona, come ricordato dall'archeologa, era frequentata da illustri personaggi romani. Ville sfarzose che però non coincindono con la poverà della tomba riaffiorata ieri. "Si tratta probabilmente di uno schiavo che lavorava nella villa". La sepoltura è stata ora messa in sicurezza. LA NOTA DELL'AMMINISTRAZIONE L'Assessorato alla Cultura e il Sindaco comunicano, come ampiamente diffuso dagli organi di stampa, che l'11 agosto è stata rinvenuta, sul lungomare Marina di Palo, una tomba a cappuccina di datazione incerta, presumibilmente romana, contenente uno scheletro in buone condizioni. Si tratta di una sepoltura povera, senza cioè corollario di corredo funebre e grazie alla collaborazione della Sovrintendenza Archeologia del Lazio e dell'Etruria meridionale, della Guardia Costiera, dei Carabinieri e del gruppo Dolphin, si è provveduto a metterla in sicurezza. È una scoperta che non sorprende, essendo stata quella zona già interessata da altri ritrovamenti simili negli anni passati. Nei prossimi giorni sono previsti controlli e sopralluoghi del sito da parte delle autorità.