Decine di scheletri sono spuntati sotto piazza Mercato, nel cuore della città, durante gli scavi per la posa delle tubature Sotto i banchi del mercato, nel cuore di Lodi, è sepolto un piccolo tesoro archeologico di cui nessuno ha mai sospettato l'esistenza. Ossa, teschi, scheletri completi, sepolture raggruppate in un'area di venti metri per venti appena dietro l'abside della cattedrale in piazza Mercato e che sono saltate casualmente fuori a inizio luglio quando il Comune ha dato il via ai lavori per la posa delle tubature del teleriscaldamento in centro città. Il primo ritrovamento risale al 6 luglio scorso: qualche pezzo di cinta muraria, un paio di fosse, ossa umane sparse e un teschio. Le indagini sono andate avanti nei giorni successivi e da circa un mese proseguono ininterrottamente. Gli archeologi Maria Rosaria Soria e Ivan Bonardi hanno circoscritto l'area dei ritrovamenti isolandola da quella del teleriscaldamento e lavorano praticamente ogni giorno nel piccolo cantiere alle spalle del Duomo di Lodi. In un mese di scavi sono emerse sedici sepolture e nove scheletri completi, tutti compresi nell'area di piazza Mercato più vicina alla cattedrale lodigiana. Nei giorni successivi sono stati scoperti anche due livelli differenti di pavimentazione: la prima piuttosto superficiale (a non più di venti centimetri da terra, sostengono i due archeologi della società Ra.Ga. srl) sembra di epoca recente, databile fra il XVIII e il XIX secolo. La seconda a circa un metro di profondità è costituita invece da un acciottolato che potrebbe risalire all'epoca medievale. Di ieri poi l'ultimo ritrovamento, quello di una tomba completa, differente rispetto alle altre sepolture singole scoperte a inizio luglio. All'interno un altro scheletro completo, probabilmente femminile. L'età dei reperti ritrovati in un mese di scavi non è tuttavia ancora certa: per l'area delle inumazioni gli esperti indicano una datazione fra Trecento e Settecento. La nuova tomba sembra invece di epoca rinascimentale. «Qui sotto ci sono parecchie testimonianze di epoche differenti sostengono Soria e Bonardi : stiamo documentando tutto per presentare una relazione dettagliata alla soprintendenza. Poi decideranno loro come procedere». La soprintendente ai beni archeologici Stefania De Francesco ha già effettuato almeno tre sopralluoghi nell'area degli scavi. Ha disposto che gli scheletri rinvenuti siano trasferiti nei depositi milanesi della ditta comasca Ra.Ga. (Ricerca Archeologica Geofisica Applicata) per conto della soprintendenza che in futuro potrebbe disporre degli esami più approfonditi, come il radiocarbonio, per stabilire l'età dei ritrovamenti. Sempre che vi siano i fondi per farlo. Quello che pare certo, al momento, è che la prima metà di piazza Mercato, quella che confina con cattedrale e palazzo vescovile, nasconde nel sottosuolo un «cimitero» di salme inumate nell'area retrostante della chiesa, come d'uso comune fino all'epoca napoleonica. Le fondamenta ritrovate invece apparterrebbero agli edifici che chiudevano la piazza. «Nella ricostruzione delle cronache della città e dell'archivio storico spiegano i due archeologi però non compaiono notizie di sepolture in quella zona e dunque ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo rispetto a ciò che si presumeva in precedenza». In attesa che relazione degli esperti e gli esami stabiliscano quindi l'effettiva importanza dell'area archeologica, gli scavi continueranno almeno fino a settembre, in tandem con la posa delle tubature del teleriscaldamento, che non è mai stata bloccata ma il cui percorso è stato leggermente deviato per evitare di disturbare il lavoro degli archeologi. La «mini necropoli» accanto al Duomo conferma che nelle viscere di una città pur giovane la fondazione della Lodi nuova risale al 1158 ed acquisì importanza in epoca rinascimentale con la Pace di Lodi nel 1454 c'è un tesoro che aspetta ancora di essere consegnato agli stessi abitanti e ai turisti. Le tombe accanto al Duomo potrebbero essere il secondo ritrovamento più importante dopo quello della «Lodi sotterranea», un sistema di cunicoli medievali e passaggi segreti scoperto quasi per caso circa dieci anni fa e che quest'anno ha ricevuto dal ministero delle Infrastrutture un finanziamento di 900mila euro con il quale si potrebbero svelare per la prima volta al pubblico i segreti nascosti nel ventre.