FIRENZE Un'opera d'arte sfregiata in «diretta» televisiva: è accaduto l'altra notte a Firenze, in piazza della Signoria. Un giovane ubriaco ha pensato bene di dare un po' di pepe alla propria serata scalando la statua del Nettuno (realizzato dall'Ammannati fra il 1563 e il 1575), che i fiorentini chiamano da sempre «il Biancone», mescolando affetto e sarcasmo, opera che troneggia in mezzo alla fontana davanti a Palazzo Vecchio. L'azione è durata 32 secondi ed è stata immortalata da una delle telecamere che sorvegliano la piazza 24 ore su 24, collegate con la polizia municipale. Nel filmato si vedono due giovani seduti alla base della fontana è appena passata. l'auto dei vigili urbani si alzano. Unodvjorf) entra nella vasca (in questi giorni asciutta per un'opera di ripulitura), si arrampica svelto su per la statua, poi si attacca al braccio destro del Biancone e si lascia dondolare, come un novello Tarzan. La mano della grande statua, però, non regge il peso e si spacca, il giovane cade a terra di schiena. L'altro, che poi si scoprirà essere il fratello, lo aiuta a rialzarsi dolorante e malconcio e a dileguarsi rapidamente, prima che la pattuglia dei vigili arrivi sul posto. La caccia al vandalo e al suo complice. tuttavia, non dura molto. Un controllo incrociato negli ospedali cittadini offre la traccia giusta. Gli agenti della polizia municipale rintracciano l'autore della bravata all'ospedale di Torregalli mentre i medici lo stanno ingessando: fratture ad un braccio e ad una gamba. Gli è andata peggio che al Biancone. Nonostante la mano della statua sia finita in pezzi e danni abbiano subito anche il bastone impugnato dal re del mare e alcune conchiglie di decoro, l'Opificio delle pietre dure ha assicurato che il restauro non sarà un problema: tutti i 31 frammenti sono stati recuperati. Ci vorrà solo un po' di pazienza, perché fino alla prossima primavera non ci saranno le condizioni clima-tiche ideali per reimpiantare la mano. Fino a quel momento il Biancone dovrà restare con il moncherino. Il giovane vandalo, che ha ammesso di essere stato un po' brillo, è un ragazzo di 28 anni di cui sono state fornite solo le iniziali: C.S. Si sa che fa il cuoco ed abita a Scandicci, un Comune della cintura fiorentina. Con lui in piazza della Signoria c'era il fratello di 30 anni, che fa l'architetto a Prato. L'autore della bravata è stato denunciato a piede libero, il Comune di Firenze si costituirà parte civile. La rottura della mano del Biancone è solo l'ultimo di una lunga lista di sfregi subiti dal gruppo scultoreo. Di volta in volta ne hanno fatto le spese le zampe dei cavalli (spezzate a più riprese) o le statue di ornamento, ma è la prima volta che la bravata viene immortalata dalle telecamere e l'autore viene identificato. Si ripropone però il problema di una maggiore sorveglianza di piazza della Signoria e delle numerose opere d'arte che contiene. Per questo il sindaco Leonardo Domenici ha annunciato che da ieri sera la piazza sarà sorvegliata anche da guardie private e ha rivolto un appello, a Stato, Regione e sponsor privati, per poter assicurare lo stesso tipo di sorveglianza anche ad altre zone di Firenze particolarmente «sensibili» dal punto di vista artistico. Rabbia, preoccupazione ed amarezza sono state espresse anche dal vicepresidente della Toscana Federico Gelli e dall'assessore regionale alla Cultura Mariella Zoppi. «Sono rimasto fortemente colpito -ha detto Gelli - perché è stato danneggiato uno dei monumenti più belli che esistono al mondo e perché gli autori del folle gesto hanno potuto agire indisturbati, con estrema facilità. E questo preoccupa perché è avvenuto nonostante i numerosi sistemi e dispositivi di sicurezza messi in atto in questo periodo».