È vicino alla Villa Medicea (patrimonio Unesco), ma il MuMeLoc di Cerreto Guidi va in ferie. La sindaca: «È una scelta, in questo periodo pochi ingressi» Tra le varie comunicazioni che le amministrazioni fanno più di frequente in questo periodo ci sono le chiusure degli uffici pubblici per ferie. Ma ce n'è una che difficilmente può essere ignorata, quella che riguarda il MuMeLoc, il Museo della memoria locale di Cerreto Guidi. Ebbene, quello che si presenta come una struttura della memoria, «ma è soprattutto un progetto in corso, aperto al libero contributo di chiunque sia interessato a condividerne le finalità», come si legge sul sito Internet, e che ha, «al suo centro uno degli eventi più drammatici della storia locale, l'eccidio nazi-fascista del 23 agosto 1944», riaprirà a settembre. Quasi un mese di vuoto per un'esposizione che dista pochi metri dalla Villa Medicea che è patrimonio dell'Unesco. Ma soprattutto che fa parte di un sistema museale al centro di una rivoluzione come quella del biglietto unico, annunciata alla fine di giugno, per ribadire l'intenzione del circondario empolese di essere sempre un territorio a vocazione turistica. Leggi la comunicazione del Comune di Cerreto Guidi e pensi a carenza di organico nel mese di giugno. O alla necessaria mancanza di fondi per garantire il servizio. Motivazioni che più si sentono dire dalle amministrazioni o dai responsabili di una struttura in casi simili. Invece la sindaca di Cerreto Guidi, Simona Rossetti, non fa tanti giri di parole: «Abbiamo scelto di chiudere il museo fino a settembre, d'accordo con chi ci lavora e col nostro ufficio cultura. Agosto è un mese in cui non abbiamo mai registrato numeri elevati di visite. Di solito l'attività cresce con le visite didattiche». Una decisione ponderata, quindi, all'origine della serrata della Memoria durante il mese vacanziero per antonomasia. Pensando alla vicinanza di Vinci e di tutte le sue attrazioni culturali e turistiche, ma anche alla stessa Cerreto e ai tantissimi agriturismi della zona che pullulano di clienti, viene da chiedere alla sindaca se non trovi la scelta inopportuna. Ma lei non sembra avere dubbi: «Il MuMeLoc ha bisogno di una riorganizzazione a cui stiamo lavorando. Deve essere aperto alle associazioni del territorio e a tutti quei cittadini che avranno voglia di contribuire a un'esposizione di memoria locale. Quando entrerà in vigore il biglietto unico del sistema museale del circondario vedremo di cambiare l'orario. Ma per adesso questa è la decisione che abbiamo preso». Vedremo, quindi, quando diventerà realtà la rivoluzione annunciata a giugno cosa accadrà. Nel frattempo, se un turista vorrà vedere da vicino le tradizioni locali dovrà rivolgersi altrove. O ripassare a settembre.