L'INSEGNA non c'è più. Scomparsa nel giro di una sera. Dopo la denuncia di Repubblica e il dibattito social che si è scatenato anche per un post polemico di Mirella Barracco, che guida la Fondazione Napoli Novantanove, il "Gianni Pub", locale mobile a largo Sermoneta si ridimensiona. E rimuove i suoi pannelli superiori (fotogalleria sul nostro sito internet, all'indirizzo napoli. repubblica.it), arricchiti di decorazioni e luci, che ostruivano la vista sul golfo a turisti e passanti. Lo stesso Luciano Garella, soprintendente alle Belle arti di Napoli, li aveva definiti «troppo invadenti», dopo aver verificato col funzionario di zona che il Comune non aveva inviato alla Soprintendenza (per ottenerne parere positivo o negativo) la richiesta di permesso degli esercenti a occupare il suolo pubblico e vincolato del bistrot. Ora il mega pub rientra nei canoni delle sue concessioni, regolari e valide fino alla fine dell'anno. La struttura continua ad occupare l'intero slargo a pochi metri dalla fontana del Sebeto, ma almeno limita l'invadenza del suo gonfalone. «Siamo intervenuti più volte nei giorni scorsi dice Ciro Esposito, comandante della polizia municipale di Napoli siamo andati a verificare le condizioni del locale. L'abbiamo sempre trovato senza insegna, quindi in regola». L'ipotesi è che lo stesso gestore l'abbia rimossa proprio a seguito della denuncia di Repubblica e delle polemiche divampate sui social network. «Abbiamo effettuato controlli anche in altri esercizi simili e con le stesse irregolarità prosegue il comandante Esposito L'obiettivo è di tornare a vigilare e ad effettuare controlli nei prossimi giorni. Le insegne, infatti, sono tutte mobili, quindi facili da rimuovere. Ma altrettanto facili da riapplicare, una volta che il polverone mediatico si sarà dileguato». (paolo de luca)